We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close
Aa Aa Aa
- A +

L’Italia e l’Unione Europea: domande senza risposta

1 0 0
19.07.2019

Illustrazione di Guido Rosa

Negli ultimi giorni i rendimenti dei titoli di Stato italiani sono crollati sotto una soglia simbolica, per ciò che rappresenta nella nostra storia recente. Oggi il termometro del rischio segna temperature più sopportabili di quelle di inizio maggio del 2018, quando si affacciò la prospettiva di un governo giallo-verde con le promesse di allora: tanto deficit in più sperando di produrre crescita, referendum sull’euro, default verso la Banca centrale europea (che ha comprato debito italiano per centinaia di miliardi tramite Banca d’Italia) e varie altre fughe dalla realtà. Ma, appunto, per la prima volta siamo tornati finanziariamente su uno spicchio di territorio del mondo di prima, quando quelle idee sembravano fuori gioco. In parte ha aiutato la stessa Bce, segnalando che darà ancora altro sostegno all’economia europea e forse riprenderà a aumentare i titoli di Stato in bilancio con un nuovo ciclo di interventi. Che Christine Lagarde succeda a Mario Draghi a Francoforte è parso a molti rassicurante. Ma se siamo tornati al mondo di prima, è anche perché i risparmiatori italiani e gli investitori internazionali iniziano a pensare che la stagione delle promesse impossibili sia finita. Quelle idee – si spera nel mercato – per il momento sono uscite di scena. Un indizio è che in giugno per la prima volta da più di un anno la posizione dell’Italia in Target2, il sistema di pagamenti della Bce,........

© Corriere della Sera