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Il vero ritardo dell’Italia? Il lavoro crea poca ricchezza

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23.06.2019

lo scenario

Il vero ritardo dell’Italia? Il lavoro crea poca ricchezza

di Federico Fubini23 giu 2019

Un’ansia di potere d’acquisto e qualità della vita attraversa gran parte delle ricette provate dai governi di questi anni. Il reddito di cittadinanza di M5S e il reddito di inclusione del Pd contro la povertà. “Quota 100” e i piani di uscita anticipata del Pd per chi ha urgenza di andare in pensione. Il bonus da 80 euro e la «flat tax» formato familiare per i redditi medio-bassi. Il salario minimo e il decreto «Dignità» voluti dai 5 Stelle per provare a migliorare la qualità del lavoro. Non tutti questi passi hanno la stessa logica, né pari insuccesso. Ma a ogni dato di fiducia in coda al resto d’Europa, a ogni trimestre di caduta del prodotto lordo (14 dal 2009, compreso quello in corso secondo l’Istat) l’ansia dei politici di dare risposte cresce.

tasse e promesse

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Sempre più spesso quelli reagiscono con i soli strumenti che — sperano — danno risultati in tempi brevi: deficit o decreti volti a cambiare per legge, subito, forze dell’economia che hanno ragioni profonde. Tanta frenesia è comprensibile in un Paese che ha trascorso in recessione un terzo dell’ultimo decennio ed è ancora lì, sull’orlo. Se però premier, vicepremier e leader vari dedicassero mezza giornata alla Penn World Table, forse diventerebbero più tranquilli. Capirebbero quello che serve e non serve fare per spezzare l’incantesimo.

conti pubblici

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La Penn World Table è una banca dati che racconta quante persone lavorano, quante ore e quanto prodotto interno lordo viene generato in ciascun Paese da decenni. Se i politici la leggessero, vedrebbero che non parlano mai (eccezioni, poche) di quel che davvero non va: un anno di lavoro di una persona in Italia produce sempre meno valore rispetto a tutti i principali concorrenti; eravamo nettamente davanti oltre trent’anni fa, siamo stati superati o stiamo per esserlo oggi. Siamo a un punto tale che ormai, in media, un’ora di lavoro in Germania genera in media 65 dollari di prodotto lordo, una in Francia 60 ma una in Italia appena 50: tedeschi e transalpini sono rispettivamente più efficienti del 30% e del 20%, a costi orari simili. La debolezza dei redditi e condizioni di lavoro così sgradevoli da far sognare (e votare per) le pensioni anticipate: tutto nasce da qua. E non c’è “decreto dignità”, o flat tax, o bonus 80 euro in grado di sciogliere questo nodo che tiene prigioniero il Paese. Quelle misure sono costose aspirine per un male diverso, e più serio.

L’ANALISI

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di Fabio Pammolli

Per rendere i Paesi e momenti nel tempo paragonabili Penn Word Table esprime i dati i dollari a valori costanti, ripuliti dell’effetto inflazione. I risultati più recenti (al 2017) in apparenza non vedono l’Italia fuori linea: un anno di lavoro di un addetto genera in media 92 mila........

© Corriere della Sera