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Il socialista olandese affondato dopo il G20, così l’Italia è diventata

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02.07.2019

Scene di straordinaria stanchezza in sala stampa durante il vertice notturno.

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1 luglio 2019 (modifica il 1 luglio 2019 | 23:06)

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I leader di Germania, Francia, Spagna e Olanda, gli altri Paesi europei del G20, erano ripartiti sabato da Osaka tutti con la stessa impressione: l’Italia non si sarebbe opposta a un accordo per portare Frans Timmermans alla guida della Commissione europea. Il premier Giuseppe Conte avrebbe acconsentito a un compromesso che avrebbe nominato il socialista olandese nel posto di maggiore potere politico nell’Unione europea e magari un francese come il governatore François Villeroy de Galhau (o Christine Lagarde, del Fondo monetario internazionale) alla presidenza della Banca centrale europea.

Al G20 in Giappone il presidente del Consiglio deve aver segnalato il suo assenso, più o meno chiaro. Persino all’ingresso nel vertice che sembrava decisivo, domenica sera, Conte rimaneva aperto: gli interessava che l’intesa fosse «equilibrata», eufemismo per dire che dal futuro presidente della Commissione voleva rassicurazioni che l’Italia non sarebbe finita nella rete di una procedura su deficit e debito.

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© Corriere della Sera