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Il primo giorno dei navigator a Cagliari, i primi d’Italia

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29.07.2019

Reportage

Il primo giorno dei navigator a Cagliari, i primi d’Italia

di Federico Fubini29 lug 2019

Sul muro d’ingresso c’è scritto cubitale a spray «Salvini muori», ma l’atmosfera è sonnolenta. Facoltà di Ingegneria, colline sul porto, poco dopo le nove di mattina. I primi iniziano ad arrivare a passo lento, circospetti più che fieri o su di giri. Eppure sono probabilmente i maggiori beneficiari della svolta politica che ha investito l’Italia quattordici mesi fa. Loro sono, ufficialmente, i navigator: i primi a materializzarsi in carne e ossa in Italia dopo essere usciti fra i 2978 vincitori dal concorso a quiz per 78 mila persone affollate nella Fiera di Roma in primavera. Il loro compito sarà trovare un lavoro per i percettori del reddito di cittadinanza, sapendo che loro stessi avrebbero potuto trovarsi fra questi. Questo di Cagliari è primo «kick-off» dei navigator, riservato alla Sardegna. E sarà bene per tutti abituarsi subito a un italiano che si limita a congiunzioni, articoli e preposizioni. Tutto il resto si declina, di preferenza, nella neo-lingua dei manuali motivazionali.

Mimmo Parisi, il presidente dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal), un uomo di 53 anni cresciuto in orfanotrofio a Ostuni e, emigrato in America da ragazzo fino a diventare docente di Demografia e Statistica in Mississippi, parla ai primi 121 navigator con in italiano a volte incerto: «I will never accept you are a loser. Voi diventate l’esercito di persone che cambierà le politiche del lavoro. La mission è lo strumento della nostra vision, e noi useremo machine learning, artificial intelligence, high-performance computing. Elimineremo l’immobilismo, perché siamo una squadra di campioni. Una squadra vincente».

La coreografia del suo indirizzo d’esordio ai navigator sono accuratamente incorniciate dai Queen. «We are the champions» in apertura, “We will rock you” - vi scuoteremo, vi faremo tremare - in chiusura. Fa uno strano effetto nel silenzio guardingo degli isolani ma i 121 navigator sardi alla fine applaudono lo stesso, ordinati e senza retropensieri. Sono lo specchio di un’Italia sicuramente più preparata, disposta al sacrificio e dolente della sua classe politica. C’è una 34enne laureata in Scienze dell’amministrazione di Senorbì, 4.800 anime nell’entroterra, che preferisce restare anonima forse perché è tornata a vivere con i genitori da quando ha perso, uno dopo l’altro, i lavori che aveva: pulizie domestiche a sette euro l’ora e un part-time da commessa di biancheria a 700 euro al mese. C’è Enrico Cottu, un avvocato anche lui 34enne di Macomer, che ha capito subito che per i prossimi due anni potrà legalmente fare il navigator di mattina e gestire cause penali e amministrative al pomeriggio. Altre due laureate in legge di 26 anni, Giulia Zuncheddu e Francesca Cambiganu, fra tirocini forensi pagabili dal Tribunale pochi euro dopo anni e l’esperienza in studi legali pagabile mai, sono l’esemplare più tipico di questa nuova categoria relativamente privilegiata (lo stipendio netto è 1.700 euro al mese più trecento di rimborsi spese). Almeno questo risulta in un sondaggio indicativo che il........

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