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Covid, cosa ci dice di noi l’acquisto dei farmaci: più psicofarmaci nel lockdown e Viagra in estate

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26.10.2020

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Covid, cosa ci dice di noi l’acquisto dei farmaci: più psicofarmaci nel lockdown e Viagra in estate

di Federico Fubini26 ott 2020

Guardare gli italiani attraverso il prisma delle loro spesa in farmacia non è come guardarli dal buco della serratura, ma dà la misura dei loro pensieri, delle loro preoccupazioni e anche dei loro desideri tanto quanto del loro stato di salute. Soprattutto i medicinali che hanno comprato durante il 2020 raccontano molto delle ondate di ansia e rassicurazione durante le diverse stagioni della pandemia e dei loro comportamenti privati nell’anno in cui in tanti per la prima volta nella loro vita — per qualche tempo e solo per ragioni sanitarie — hanno perso la libertà.

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Sono gli acquisti di psicofarmaci e prodotti attinenti alla sfera della vita sessuale che raccontano la storia di questo anno particolare da dentro la mente degli italiani più di mille testimonianze. Lo fanno con una sincerità di cui forse non saremmo capaci noi persone comuni, se qualcuno ci chiedesse di descriverci. Il Corriere ha chiesto a Iqvia, una società di archiviazione e analisi dei dati farmaceutici, gli andamenti commerciali di sette diverse categorie di prodotti nei primi nove mesi dell’anno. Sono quasi tutti acquistabili in farmacia solo se si presenta una ricetta medica. Quattro fra questi sono psicofarmaci: tranquillanti, antidepressivi e stabilizzatori dell’umore, ipnotici o sedativi e, infine, gli antipsicotici. Tre categorie di farmaci invece hanno a che fare con la sfera della sessualità e delle scelte riproduttive delle persone. In questo caso le vendite esaminate riguardano i farmaci per la disfunzione erettile (pillole come Viagra o Cialis), gli anticoncezionali ormonali sistemici di tipo ordinario e infine gli anticoncezionali di emergenza (la cosiddetta «pillola del giorno dopo»).

La selezione dei dati

Quasi tutti, ad eccezione di una parte degli anticoncezionali di emergenza, presuppongono una prescrizione e dunque un contatto con un medico prima del passaggio in farmacia. E tutti i dati forniti da Iqvia sono selezionati in modo da isolare in modo specifico i comportamenti nelle diverse fasi della pandemia: le variazioni indicate per ogni mese sono quelle relative allo stesso mese del 2019 (con un controllo anche sul 2018) e rivelano oscillazioni abnormi dell’umore e delle attitudini delle persone. Questa non è una sorpresa. A giudicare dai farmaci psicotropi e dai farmaci legati alla sessualità, da febbraio a settembre gli italiani quest’anno hanno vissuto emotivamente sulle montagne russe: prima la grande paura di primavera, poi una sorta di senso di liberazione quasi anomalo in luglio e soprattutto in agosto, infine il ritorno di una crescente incertezza all’inizio dell’autunno. Al ritmo delle notizie sulla pandemia, gli italiani hanno all’inizio accettato la clausura con più ansia, più panico e più depressione del solito; in seguito danno l’impressione di essersi presi più libertà del solito, in una sorta di rivalsa che ha varcato tanti limiti abituali tradizionalmente autoimposti; infine, in settembre, in molti sono tornati ad impaurirsi.

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Il mercato dei tranquillanti

Basta guardare per esempio l’andamento di mercato dei tranquillanti, degli antidepressivi, degli «ipnotici e sedativi» o degli antipsicotici. A marzo, il mese in cui inizia il lockdown, si verifica un vero e proprio accaparramento di queste medicine. Le vendite di tranquillanti in farmacia si impennano del 17% rispetto al marzo del 2019 (quando invece erano state in calo annuale il mese prima), quelle degli antidepressivi e degli stabilizzatori dell’umore salgono del 13,8%, anche gli ipnotici e i sedativi salgono più o meno di altrettanto, mentre persino gli antipsicotici si impennano del 10% sull’anno prima. Osserva lo psicologo Massimo Ammanniti: «Il lockdown chiaramente coincide con l’aumento delle ansie claustrofobiche e delle ansie notturne. In parte è stata una risposta adattativa al timore del contagio, come la febbre lo è alla presenza di virus o batteri nell’organismo. Ma ha colpito molto di più i soggetti psicologicamente più vulnerabili».

Il crollo durante il lockdown

L’altra faccia di questo periodo riguarda invece la sessualità e la riproduttività, che presenta due volti durante il lockdown. Gli acquisti della «pillola del giorno dopo» (contraccettivi sistemici di emergenza) collassano del 30% in marzo e del 60% in aprile rispetto all’anno prima, con il venir meno degli incontri occasionali specie fra i più........

© Corriere della Sera


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