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A 30 anni dall’addio al Muro l’Europa rivede vecchi confini

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10.08.2019

La costruzione del muro di Berlino in una foto d’archivio del 13 agosto 1961 (Ansa)

Per uno scherzo del destino di quelli cui l’Europa è maestra, i trent’anni della sua riunificazione sembrano destinati a coincidere – giorno su giorno – con un autunno imprevedibile come pochi nella storia recente. Trent’anni fa a inizio novembre cadeva il muro di Berlino. Fu il culmine di tre mesi durante i quali cento milioni di persone camminarono, letteralmente, fuori dal comunismo e verso un mondo dai confini quasi invisibili. Trent’anni dopo si direbbe che l’Europa abbia deciso di celebrare quei giorni ricordando a se stessa cosa significa il suo passato: le fratture interne alla società prodotte dall’odio ideologico, le frontiere dalle sbarre abbassate, l’incertezza. Se davvero l’Italia voterà in ottobre o inizio novembre, nei giorni in cui trent’anni fa decine di migliaia di berlinesi premevano ai varchi nel Muro, lo farà in un autunno da cui oggi nessuno sa dire quale Europa possa uscire.

Perché il ritorno delle frontiere vistose, lente e difficili da attraversare non è solo una metafora. Accadrebbe per la prima volta dal 1989 fra Paesi europei se davvero la Brexit, la prima secessione di uno Stato dall’Unione europea, sarà davvero........

© Corriere della Sera