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Lo sviluppo inatteso

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10.08.2020

(Illozoo )

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9 agosto 2020 (modifica il 9 agosto 2020 | 22:50)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I flussi agostani degli italiani in vacanza stanno premiando zone del Paese che tradizionalmente restavano fuori dal giro. E questa novità, dovuta all’impossibilità di viaggiare all’estero, finisce per cumularsi ai casi di «fuga dalle città», resi plausibili dal massiccio ricorso al lavoro da remoto da parte delle aziende private e della pubblica amministrazione. Si tratta allora di fare di necessità virtù: trasformare queste delocalizzazioni implicite in un’occasione di «scoperta» delle aree interne.

Del resto è ormai da più di qualche anno che in Italia sono sorti movimenti e associazioni che spingono proprio per il rilancio dei «territori dimenticati» perché rimasti fuori dalle direttrici di sviluppo. E questa vivacità è un test di come la geografia dello sviluppo, tema molto presente nell’accademia e nei media internazionali (ma anche nella politica: basta pensare a Boris Johnson e il suo Nord o al peso del Midwest negli Usa), stia conquistando crescente attenzione anche da noi.

I teorici italiani del riequilibrio territoriale e di un nuovo rapporto città/campagna hanno differenti approcci tra loro, quello che forse si presta ad essere valorizzato meglio sostiene come nelle aree interne non ci sia solo........

© Corriere della Sera


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