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Trump e l’anima Usa che svanisce

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14.01.2026

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Donald Trump è spesso brutale, cinico, amorale. Ma non è ipocrita: è vero, talvolta mente in modo spudorato per gonfiare il proprio ego e per negare la realtà, ma nei suoi obiettivi è esplicito, annuncia senza vergogna anche quelli più scioccanti. In un mondo abituato alle ambiguità e alle doppiezze di gran parte dei governanti, il metodo è sconcertante. Se lo permette perché ritiene di avere il mandato di dominare un’epoca; perché siede sulla sedia più potente del pianeta; e soprattutto perché, prima ancora che entrasse alla Casa Bianca, il mondo stava già uscendo dai decenni del multilateralismo più o meno pacifico ed entrava nell’era del confronto tra potenze. Il presidente americano non è un accidente della Storia, non spunta dal vuoto.
Le azioni internazionali di Washington dell’ultimo anno — dazi, attacco all’Iran, blitz per catturare Maduro, l’annunciata «presa» della Groenlandia e altro — sono il risultato della svolta unilaterale degli Stati Uniti, della politica di potenza ormai pienamente abbracciata (anche con risultati che hanno la potenzialità di essere storici in Venezuela e in Iran). Si può dire, in termini generali, che si tratta della risposta a quella che la superpotenza percepisce come una sfida esistenziale alla sua egemonia e, se vogliamo essere generosi,........

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