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Salviamo l’acqua pubblica dai privati

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02.05.2020

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2 maggio 2020 (modifica il 2 maggio 2020 | 20:42)

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Il 22 marzo c’è stata la Giornata mondiale dell’acqua. Mi ero ripromessa di scriverne. Avevo chiesto all’amico Emilio Molinari che dell’acqua si è sempre occupato e ha contribuito fattivamente alla riuscita del referendum del 2011, di mandarmi delle notizie e lui l’aveva fatto. Ma poi è sopravvenuta la valanga del coronavirus e il problema dell’acqua è passato in secondo piano. Anche se in realtà l’accesso all’acqua, in tempi di pandemia, è importantissimo, basta pensare che la prima raccomandazione, cioè quella di lavarsi le mani, è resa nulla in tanti Paesi dove l’acqua corrente non esiste. In troppi Paesi africani ancora oggi le donne si fanno anche dieci chilometri a piedi per andare a riempire un orcio al «marécage» che deve servire sia per cucinare che per bere. Chiaro che non ce n’è per lavarsi le mani.

Ora che il virus sembra essersi un poco quietato, torno a parlarne perché penso che sia uno dei più importanti temi del futuro. L’uso dissennato che abbiamo fatto del territorio, le foreste mandate a fuoco, l’avvelenamento dei fiumi, il........

© Corriere della Sera