Il dovere di pensare al futuro

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Con il crollo demografico, con la fuga all’estero di tanti giovani, con una politica che cerca voti attraverso l’adulazione, con l’ossessione per la comodità, con la derisione dell’impegno come strada per il successo, con le invocazioni alla pace come scusa per essere lasciati in pace, dove andiamo? Non sarebbe il tempo di cambiare strada?
Per farlo, però, occorre scegliere una destinazione. Nessun navigatore è in grado di indicare un percorso, se prima non decidiamo dove siamo diretti.
Alla fine di un altro anno impegnativo dovremmo cercare di capire qual è il progetto nazionale, se ce n’è uno. Galleggiare? Il Censis, con prosa salgariana, scrive: «Gli italiani non sono tipi da prendere alloggio nelle confortevoli stanze del Grande Hotel Abisso, dove sperperare gli ultimi averi prima che scocchi la mezzanotte, sporgendosi deliziati e inconsapevoli, con le bende agli occhi, sull’orlo del baratro». Siamo sicuri?

Viviamo circondati da messaggi di contrazione, stagnazione,........

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