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Nelle notti della movida

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30.07.2019

Mario Cerciello Rega (Ap)

Il palcoscenico sul quale si è consumata la tragedia del vicebrigadiere Rega è la movida. Non la causa, né il movente, anche se la droga c’entra eccome. Ma lo scenario, l’ambientazione, la prassi delle notti romane. Interi quartieri della capitale, ma se è per questo anche di altre città italiane, sono stati appaltati a una microeconomia del divertimento che ne ha fatto dei parchi a tema. In quella piazza di Trastevere, nella sera fatale, c’erano tutti gli ingredienti della movida romana. C’erano i turisti stranieri in cerca di sballo a basso costo, c’erano gli spacciatori di cocaina e i truffatori che spacciano aspirina, c’erano l’ebbrezza da birra e da shottino, c’erano il caldo e il caos, c’era persino il parcheggiatore abusivo egiziano. C’era quella selva di piccole illegalità che, sommate, fanno il degrado, di fronte al quale ognuno si sente autorizzato ad andare un po’ più in là. Le nostre città d’arte, Roma più di tutte, sono un’attrazione anche perché qui i turisti possono fare cose che a casa non possono fare, e trasgredire è bello in vacanza.: fare la pipì su un muro o l’amore su una panchina, lasciare la bottiglia di birra su un monumento o fumarsi uno spinello sui gradini di Trinità dei Monti: tutto è possibile. Non c’è neanche bisogno di pagare il biglietto d’ingresso: i centri storici italiani sono........

© Corriere della Sera