We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close
Aa Aa Aa
- A +

La nostra fragilità

2 0 0
02.07.2019

Al quattordicesimotentativo ce l’hanno fatta. Una donna potrebbe diventare per la prima volta la «signora Presidente» della Commissione europea. Con l’indicazione di Ursula von der Leyen, madre di sette figli, la politica al femminile fa un balzo in avanti, e può rompere uno dei soffitti di cristallo più resistenti al mondo: quello di Palazzo Berlaymont a Bruxelles. Se poi Christine Lagarde prenderà il posto di Mario Draghi a Francoforte, come da accordi, allora il ticket «rosa» dell’Europa entrerà nella storia. Evviva.

Però purtroppo questa è l’unica buona notizia alla fine dell’incredibile due giorni del vertice europeo. Sempre sul filo del fallimento, fratturato in più punti, con un finale contestato e ancora a rischio, il conclave dei leader che dovrebbero guidare l’Europa fuori dai suoi guai si è dimostrato abbondantemente al di sotto del compito. Le elezioni del 28 maggio, pur non essendo state vinte dai populisti, non sono state vinte neanche dai partiti storici, popolari e socialisti. Di conseguenza oggi manca un baricentro, e si vede. Ciò rischia di peggiorare, se è possibile, i già gravi problemi di governance che da tempo affliggono l’Unione.

Il più grave tra questi è l’assenza del criterio democratico tra i mille che sono stati presi in........

© Corriere della Sera