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La destra

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02.04.2019

La nuova destra ha vinto la «guerra culturale» sul fronte delle migrazioni. La maggioranza delle opinioni pubbliche europee ha rifiutato
di condividere i propri sistemi di protezione sociale con i nuovi arrivati dall’Africa. I governi, con scelte sempre più nazionali e sempre meno comunitarie, hanno chiuso porti e frontiere interne. Il partito dell’accoglienza è stato sbaragliato ovunque. La sinistra socialdemocratica ha pagato il prezzo più duro. Perfino il Papa è finito
in minoranza.

Ma una battaglia vinta è anche una battaglia finita. Certo, soprattutto sul fronte interno, la questione non è affatto chiusa. Centinaia di migliaia di clandestini. Il delicatissimo tema dell’integrazione e l’altissimo rischio del razzismo. I pericoli per l’ordine pubblico.Ma è ormai chiaro che non è più questa la priorità nella testa degli elettori. Un recente sondaggio condotto in 14 Paesi per l’European Council on Foreign Relations, pubblicato in Italia da La Stampa, certifica il profondo cambiamento avvenuto. La gente ha un sesto senso per le tempeste. E ha capito che la prossima non verrà dal mare.

In Italia, per esempio, «crisi economica e guerra commerciale» allarmano molto più dell’immigrazione, che meno di un sesto della popolazione considera ancora la principale minaccia. Sono più gli italiani preoccupati per i nostri giovani che partono, costretti a cercare lavoro all’estero (il 32%), che quelli allarmati dai giovani stranieri che arrivano per cercare lavoro da noi (il 24%). E dati analoghi si registrano in molti Paesi europei, soprattutto mediterranei.

Di fronte alla bufera dell’economia la nuova destra arriva impreparata. Aveva scommesso su tutt’altro scenario: ripresa e ricchezza da poter distribuire. E invece ormai non sono solo l’Unione Europea, l’Ocse e il Fondo Monetario a prevedere il peggio. Anche Tria sa che l’anno in corso è perso per la crescita: ci siamo fermati, per la terza volta in poco più di un decennio.

La vertiginosa rapidità del calo era difficile da prevedere; ma la curva del grafico era già chiara mentre si scriveva l’ultima finanziaria.........

© Corriere della Sera