menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La destra e lo strappo filorusso

12 1
05.02.2026

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Ci sono due effetti politici immediati dell’addio di Vannacci alla Lega. Il primo è che Mosca trova in Italia un propagandista delle sue ragioni e un avvocato dei suoi interessi più efficiente di quanto si sia mostrato Salvini: non gli lesinerà il suo sostegno. Bisogna infatti ricordare che la rottura è avvenuta sul decreto del governo che confermava gli aiuti militari all’Ucraina, e che la Lega non è riuscito a impedire. 
Quello del generale sembra dunque innanzitutto uno «strappo» alla rovescia: laddove Berlinguer allontanò il Pci dal Cremlino, Vannacci avvicina la destra a Putin. La coalizione di Giorgia Meloni ora sa che la sfida dei filo-russi è stata portata nel suo stesso elettorato. E che le può scippare alle prossime elezioni una percentuale di voti; piccola o grande che sia, pur sempre in grado di metterne a rischio la riconferma.

E qui arriva la seconda conseguenza: la legge elettorale già in cottura da tempo va forse riformata ancor prima di nascere. La questione non è tanto sulla soglia di........

© Corriere della Sera