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Il governo gialloverde: disfatte e giochetti

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07.08.2019

Illustrazione di Doriano Solinas

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7 agosto 2019 (modifica il 7 agosto 2019 | 22:45)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I resti di quello che fu uno di più potenti eserciti della storia parlamentare italiana risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza. Se poi la valle in questione è la Val di Susa, si può apprezzare fino in fondo la portata della disfatta subita ieri sulla Tav dai Cinquestelle in Senato, che ne suggella l’anno orribile, delegittima il governo Conte rivelandolo un esecutivo senza maggioranza sulle cose che contano (infrastrutture, autonomie, giustizia e tasse), e mette definitivamente fine alla bizzarra illusione che in politica si possano unire gli opposti in nome del «cambiamento», e governare con un «contratto» l’ottava potenza industriale del mondo. Se tutto questo avrà il suo sbocco naturale, la crisi, oppure se si chiamerà verifica o rimpasto, e quando questo accadrà, dipende dalle manovre dei partiti e dalle convenienze dei leader. Anzi, dalle convenienze di un solo leader, l’uomo che in poco più di un anno ha prima distrutto e poi umiliato la forza........

© Corriere della Sera