menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Europa, ideali da cambiare

23 27
27.01.2026

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Se il mondo non sarà mai più quello di prima, allora anche l’Europa non potrà mai più essere quello che sperava. Non solo ciò che è oggi, il suo deludente presente, è dunque scavalcato e messo in discussione nel nuovo ordine mondiale. Ma anche ciò che avrebbe voluto essere, le sue aspirazioni e ideali, il modo in cui si è immaginata.
Questa logica è così dura che molti sinceri europeisti la rifiutano, raccontando a sé stessi una confortevole storia: si dicono che ciò che sta accadendo non è in realtà una rottura, ma solo una transizione.
Che prima o poi tutto tornerà come prima, che basta dare un paio di basi in Groenlandia a Trump e una fetta in più del Donbass a Putin per rimettere in piedi il mondo di un tempo. Credere a questa favola è infatti rimasta ormai l’unica possibilità per poter ancora credere nell’Europa che fu.
Proviamo a riconsiderare uno per uno i valori intorno ai quali è nato e si è sviluppato questo grande progetto di unificazione del Vecchio Continente, e vedremo che nel nuovo mondo sono tutti diventati obsoleti.

Il primo, e fondamentale, è l’idea di portare la pace nella Storia. La Comunità europea del carbone dell’acciaio, e poi il Mercato comune, e poi l’Unione scaturiscono tutti dall’intenzione di mettere per sempre fine alle guerre civili europee che ben tre volte in un secolo (la guerra franco-prussiana del 1870-71, la Grande guerra del 1914-18, la Seconda guerra mondiale del 1939-1945), insanguinarono il continente e il mondo intero.
Si può dire perciò che........

© Corriere della Sera