We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close
Aa Aa Aa
- A +

Che fare se la pagella vi delude: proviamo con un’iniezione di fiducia

1 8 0
07.06.2019

È arrivato giugno, il tempo delle pagelle. Il tempo dei premi (chissà perché premiamo i nostri figli se vanno bene a scuola: per aver solo fatto, come diceva mia madre, la metà del loro dovere); oppure delle punizioni (soluzione standard: sospensione dell’uso dei device per un numero di giorni da definire, al momento il colpo più duro che si possa assestare a un figlio). Ogni anno per me è un tormento decidere tra la severità e l’indulgenza. Un anno mi sembra che senza le tabelline e la Cavallina storna i miei figli non potranno fare strada nella vita; un altro mi sovviene la lezione di Natalia Ginzburg, che invitava noi genitori a non lasciarci prendere «dal panico dell’insuccesso», perché «quello che deve starci a cuore, nell’educazione, è che ai nostri figli non venga mai meno l’amore per la vita». Mentre sfogliavo la margherita, mi è capitato tra le mani il rapporto 2019 di Linkedin, la più grande piattaforma online di ricerca di lavoro. E ho scoperto che le pagelle che verranno date ai nostri figli da grandi, quando i cacciatori di teste delle aziende li valuteranno, saranno ben diverse: li giudicheranno dai soft skill.

«Ti piace quello che fai? Sei popolare?»

Skill è una parola inglese alla quale non sappiamo più sostituire il termine italiano equivalente: abilità, capacità. Ciò che uno sa fare, insomma. E in testa alle preferenze delle aziende non ci sono più le «tre i» di inglese, impresa, informatica, che ci sembravano tanto moderne appena qualche anno fa. I nuovi requisiti sono: 1) Creatività; 2) Persuasione; 3)........

© Corriere della Sera