L'istinto di sopravvivenza dell'Occidente

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C’è un problema europeo e c’è un problema italiano. Il venir meno della solidarietà fra Stati Uniti ed Europa, la fine di un mondo occidentale tenuto insieme per ottant’anni dalla leadership americana, la scelta dell’Amministrazione Trump di agire ad esclusivo beneficio degli interessi americani (lo fa anche quando, come in Venezuela, abbatte un’odiosa dittatura) lasciano l’Europa sola con le sue debolezze. E con i suoi ricorrenti demoni. In quasi tutti i Paesi europei sono forti i venti che spingono e gonfiano correnti politiche illiberali, le quali combinano nazionalismo (no all’integrazione europea), indifferenza quando non ostilità per le libertà dei singoli (ai quali viene chiesto di inchinarsi di fronte a un’astrazione: il «popolo»), simpatie aperte per la Russia e per la sua politica neo-imperiale. Gran Bretagna, Francia, Germania, tutte, rischiano di finire, prima o poi, sotto il controllo di forze siffatte. Magari non accadrà ma il rischio c’è ed è serio. 

C’è poi l’Italia. I sondaggi rilevano l’elevatissima percentuale (oltre il trenta per cento) di italiani disponibili ad abbandonare Kiev al suo destino, per nulla turbati, apparentemente, dall’idea che la Russia di Putin si espanda militarmente al fine di ricostituire l’antico impero sovietico e che finisca poi per estendere la........

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