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Le prove da leader di Conte (metamorfosi di un avvocato)

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10.09.2019

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9 settembre 2019 (modifica il 9 settembre 2019 | 23:06)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Di uguale è rimasta la chioma, a conferma che il potere imbianca i capelli solo a chi non ha un buon parrucchiere. Per il resto, in quindici mesi Giuseppe Conte ha avuto una metamorfosi radicale. Al suo esordio si era definito «l’avvocato difensore del popolo», ma appariva semmai il notaio esitante e insicuro chiamato a garantire un contratto impossibile. Ieri si è presentato come leader politico.

Fin dalle prime battute, il presidente del Consiglio ha precisato di non voler sommare «le diverse posizioni assunte dalle forze politiche che hanno inteso sostenere questa iniziativa», ma «disegnare l’Italia del futuro». Come se il Conte 2 usasse il linguaggio involuto e faticoso del Conte 1 per descrivere il passato da mediatore, e scegliesse un vocabolario nuovo per prefigurarsi un futuro da capo politico. Ovviamente, per certi versi Conte è sempre se stesso. E avrà certo intuito quanto suonino sospette certe aperture di credito da ambienti che sino all’altro giorno lo trattavano da complice dei barbari, e ora lo salutano come il ricucitore con l’Europa. Però non c’è dubbio che........

© Corriere della Sera