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Elezioni 2019 Spagna: un’occasione per la sinistra, la Catalogna e il re

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28.04.2019

Il mestiere di re è durissimo, diceva Filippo II, che reggeva un impero. Qualche grana tocca pure al suo remoto successore Filippo VI. Lo chiamavano “el nino rubio”, il biondino. Ora si trova ad arbitrare una partita complicata. Con due certezze: vittoria socialista, un miracolo nell’Europa di oggi; e rottura del tabù dell’estrema destra.

La vittoria della sinistra è più tecnica che politica. Più nei seggi che nei voti. La somma dei tre partiti di destra – Popolari, in netto calo, centristi di Ciudadanos, in ascesa, antisistema di Vox, arrembanti ma meno di quanto temuto – è vicina a quella dei due partiti di sinistra. Ma il sistema elettorale punisce la frammentazione. E premia il Psoe, nettamente primo grazie alla tenacia e all’astuzia del premier uscente Sanchez, che è riuscito a mobilitare la Spagna antifranchista agitando il fantasma dell’estrema destra. Podemos, il movimento di Pablo Iglesias, è andato meglio rispetto ai sondaggi, ma i suoi seggi non bastano a garantire un governo di sinistra. E qui entra in gioco il re. La Costituzione non riconosce a Felipe alcun potere concreto. Tocca ai partiti mettersi d’accordo. Il sovrano aspetta. Il primo tentativo toccherà a Sanchez. Incoraggiato dall’esito del voto nella regione-chiave: la Catalogna.

Nel 2004, dopo la strage di Madrid – 192 morti – e le vergognose bugie di Aznar, la Catalogna andò in massa a votare contro il partito popolare. Ieri è accaduto qualcosa di simile. Barcellona ha premiato i socialisti e la sinistra di Erc (Esquerra republicana de Catalunya), il cui leader Oriol Junqueras è in carcere. Esce a pezzi il partito di Puigdemont, in comodo esilio a Bruxelles. Negli ultimi mesi Erc ha avuto parole di dialogo. Se la ragione prevalesse, Sanchez, Iglesias e Junqueras potrebbero dar vita a un governo capace di riformare la Costituzione in senso federalista e chiudere la questione catalana, con la benedizione del re. Ma i socialisti, tradizionalmente forti nelle regioni più povere del Paese come........

© Corriere della Sera