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Stato d’eccezione di due capitali

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10.04.2020

Le due città. La capitale del Nord, la capitale del Sud. Per anni, queste metropoli sono state imprigionate dentro una fitta coltre di luoghi comuni. In queste settimane di apocalisse silenziosa, invece, stiamo «incontrando» un’altra Milano e anche un’altra Napoli. Per comprendere questo cambio di prospettiva, vorrei muovere dal concetto di «stato di eccezione», indagato da Giorgio Agamben in un fortunato libro del 1995. Questa nozione allude a quei momenti nei quali assistiamo alla «sospensione temporanea dell’ordinamento, che si rivela invece costituirne la struttura in ogni senso fondamentale». In queste fasi storiche, ritualità quotidiane e paradigmi comportamentali vengono radicalmente ripensati. Ma non solo. In questi passaggi epocali, anche consolidate realtà culturali, sociali e antropologiche sono «costrette» a rimodulare la propria identità. Mi permetto di richiamarmi a una vicenda personale. Ai primi di marzo, una sera, spinti dalla paura, soprattutto per ragioni familiari, io e mia moglie abbiamo deciso di partire da Milano. Direzione, Napoli. Lungo l’autostrada, poche automobili. La notte sembrava quasi gentile. C’era un’aria limpida. Intorno, avevi la sensazione che fosse l’alba di un nuovo mondo. Non dimenticherò mai la stanchezza del tratto Roma-Napoli. Infine, l’arrivo a casa. Le procedure di........

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