San Giuseppe Vesuviano,
La comunicazione del cardinale Roche, Prefetto del Dicastero per il Culto Divino e Disciplina dei Sacramenti, al vescovo di Nola. Un iter durato 4 anni
È fatta. Dopo quattro anni di duro impegno il Santuario di San Giuseppe Vesuviano in provincia di Napoli è stato insignito del titolo di Basilica Minore. A comunicarne ufficialmente l’elevazione è stato il cardinale Arthur Roche, Prefetto del Dicastero per il Culto Divino e Disciplina dei Sacramenti, con una lettera inviata al vescovo di Nola, diocesi di pertinenza del Santuario, Monsignor Francesco Marino. La gioia è tanta, tra i parrocchiani, tra i cittadini e nella comunità dei Giuseppini del Murialdo a cui è affidata la chiesa.
L’edificio di culto che svetta sulla piazza principale del paese, negli ultimi anni, sta vivendo un momento di profonda trasformazione. Recenti lavori di adeguamento liturgico del presbiterio e dell'altare hanno ufficialmente avviato l'iter per la richiesta al Vaticano del prestigioso titolo di Basilica Minore. Tutto è iniziato nel 2021-2022 dopo che Papa Francesco ha indetto l’anno giubilare giuseppino cioè dedicato al padre putativo di Gesù. A San Giuseppe Vesuviano, come si evince già dal nome del paese, il culto verso il falegname per antonomasia, è fortemente sentito e la bellezza e maestosità del tempio sacro ad esso dedicato in questa particolare occasione ha richiamato tanti fedeli in particolar modo dall’Italia Meridionale. Nel novembre e dicembre del 2021 la rete televisiva TV2000 per ben tre volte al giorno ha trasmesso la Santa Messa proprio da questo Santuario nel mentre Canale5 l’ha trasmessa la domenica alle ore 10. Ciò ha creato una attenzione mediatica senza precedenti.
Ad animare questo cambiamento è stato il parroco di allora, don Rosario Avino, dell’ordine dei Giuseppini del Murialdo e il vescovo Francesco Marino che ha creduto molto in questa trasformazione e nuova titolarità. Il titolo di Basilica Minore viene concesso dal Vaticano a chiese di particolare importanza storica, artistica o spirituale, e rafforza il legame tra la comunità locale e il Sommo Pontefice. La Basilica minore a sua volta deve essere un modello per le celebrazioni liturgiche (Eucaristia, Penitenza) e la liturgia delle ore. È richiesto un alto livello di cura nelle celebrazioni e una intensa vita pastorale. La chiesa può esporre il tintinnabulum (un campanello) e il padiglione (un parasole conico a strisce rosse e gialle), che indicano la stretta unione con il Papa. I fedeli che visitano la basilica in determinati giorni (festa del titolare San Giuseppe, festa dei Santi Pietro e Paolo, anniversario della dedica) possono ottenere l'indulgenza plenaria. La neo Basilica si impegna a studiare e diffondere i documenti del Papa.
La storia del Santuario di San Giuseppe è intrecciata a doppio filo con quella della città stessa. Il culto nacque nel 1622, quando Scipione Boccia donò un terreno per costruire una piccola chiesa dedicata a San Giuseppe. Col tempo, l'abitato crebbe attorno a questo nucleo, assumendo ufficialmente il nome del suo patrono nel 1894. La facciata monumentale venne completata nel 1926, ed è considerata "gemella" di quella del Santuario di Pompei. È in stile neoclassico, svetta per oltre 30 metri ed è coronata dalla statua di San Giuseppe con Gesù Bambino. L'Interno: si presenta con una pianta a croce latina a tre navate. A separare le navate sono 14 imponenti colonne monolitiche in granito, sormontate da capitelli in stile corinzio in marmo bianco di Carrara. Particolari di pregio sono la cupola, alta 50 metri, decorata con le immagini dei quattro evangelisti. L'altare maggiore, dove una nicchia custodisce la venerata statua del Patrono. Il battistero, l'elemento più antico conservato, risalente al 1684. Il Santuario ha resistito a eventi storici drammatici, inclusa l'eruzione del Vesuvio del 1906 che ricoprì la città di ceneri e provocò la morte di molti fedeli accorsi a rifugiarsi proprio nella chiesa. Oggi è affidato ai Giuseppini del Murialdo, che ne curano non solo l'aspetto religioso ma anche le attività del centro giovanile e dell'archivio storico. L’attuale parroco è don Gianpiero Brizi che avrà l’onore di avviare questo nuovo percorso. In chiesa e nel paese è tutta una festa che rimbalza sui social, così come i ringraziamenti all’ex parroco Rosario Avino che con tenacia e determinazione ha avviato e concluso i lavori che hanno portato oggi alla nuova intitolazione. Ora si aspetta il vescovo nolano che in modo solenne inaugurerà questo nuovo cammino.
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