Terremoto nel mar Tirreno, la direttrice dell'Osservatorio Vesuviano: «Tra i più forti mai registrati in quel tratto. Ecco cosa l'ha generato»
Lucia Pappalardo (Ingv): «È stato causato dallo sprofondamento di una porzione di litosfera oceanica nel mantello terrestre ed è stato avvertito a grande distanza proprio in considerazione dell'estrema profondità»
Una magnitudo di 5.9, una forza enorme che, per fortuna, si è sprigionata a 414 chilometri sotto il mare a largo di Capri. Un terremoto potentissimo - registrato tre minuti dopo la mezzanotte di martedì nel mar Tirreno, poco lontano da Capri - che è stato avvertito relativamente poco in superficie e che, come sottolinea l'assessore alla Protezione civile regionale della Campania Fiorella Zabatta, «non ha provocato danni né telefonate di cittadini allarmati». Resta comunque l'interesse scientifico per questo tipo di sismi che avvengono nelle profondità del Golfo di Napoli.
Professoressa Lucia Pappalardo, lei è direttrice dell'Osservatorio Vesuviano, come "legge" questo sisma?«Certamente è uno dei più potenti avvenuti nel Golfo di Napoli, nel novembre 2025 si era verificato un altro terremoto nelle profondità marine di magnitudo 3.6 quindi di potenza circa tremila volte inferiore rispetto a quello attuale. Va detto che questo genere di sismi non sono molto frequenti».
Come nascono?«Tecnicamente si tratta di un processo geologico molto antico e che viene causato dallo sprofondamento di una porzione di litosfera oceanica nel mantello terrestre».
Cosa significa in parole più elementari?«In pratica è un processo lungo che avviene da milioni di anni si accumula stress per la subduzione, cioè una porzione di litosfera che si immerge all’interno del mantello e crea un piano inclinato lungo il quale avvengono terremoti, parliamo di profondità estreme molto al di sotto delle aree che provocano per esempio i processi alla base del bradisismo che nulla hanno a che vedere con questo terremoto».
Come mai il sisma è stato avvertito a molti chilometri di distanza?«Paradossalmente viene avvertito più in aree lontane che in Campania, questo perché data la profondità e l'energia liberata, le onde raggiungono zone più lontane».
Vi sono altre aree soggette allo stesso tipo di sismicità?«Sì, per esempio gli "anelli di fuoco" nel Pacifico, oppure le profondità delle isole Eolie o ancora a largo della Sicilia e della Calabria».
Invece sui Campi Flegrei ci sono novità significative?«Per il momento registriamo una diminuzione della velocità di innalzamento che si è attestata a circa un centimetro al mese, tuttavia gli altri parametri tipo la degassazione restano costanti. Potremo parlare di una inversione di tendenza solo se e quando l'innalzamento del terreno dovesse cessare o si dovesse verificare una decrescita».
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10 marzo 2026 ( modifica il 10 marzo 2026 | 18:32)
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