Domenico, oggi l’autopsia sul bimbo morto Arriva la denuncia bis per il centro trapianti

Presentato ai pm dossier di 250 pagine da Federconsumatori Campania. Ipotesi partecipazione della premier Meloni ai funerali

Si svolgerà oggi l’autopsia con incidente probatorio sul corpo di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo morto al Monaldi dopo il trapianto di cuore fallito. L’esame dovrà chiarire esattamente l’accaduto mentre i funerali del piccolo potrebbero svolgersi tra qualche giorno. Anche la premier Giorgia Meloni avrebbe espresso l’intenzione di parteciparvi secondo quanto ha detto il legale della famiglia, Francesco Petruzzi. Intanto il gip ha accolto l’istanza di ricusazione di uno dei tre periti (Mauro Rinaldi), al suo posto è stato nominato il professore Ugolini Livi di Udine. Mentre anche la Procura ha nominato un perito: l’anatomo patologo Oscar Nappi. 

Ieri è anche emerso un altro particolare di non poco conto: da una nuova tranche di conversazioni tra gli infermieri presenti in sala operatoria il giorno del trapianto, viene fuori che Domenico sarebbe rimasto per circa 45 minuti senza il cuore dopo che gli era stato espiantato il suo. E che medici e infermieri avrebbero cercato di scongelare il cuore arrivato da bolzano per almeno tre ore: «Se riparte è un miracolo» scrive uno dei camici bianchi in chat.

Intanto c’è un esposto di 250 pagine con allegati in cui si ipotizzano gravi criticità negli ultimi dieci anni di attività del centro trapianti pediatrici dell’ospedale Monaldi. A presentarlo al procuratore aggiunto Ricci e al pm Tittaferrante (i magistrati che indagano sulla morte del piccolo Domenico Caliendo dopo il trapianto cardiaco fallito), sono stati gli avvocati di Federconsumatori Campania: Carlo Spirito e Davide Di Luccio. L’esposto riguarda pure l’attività del centro trapianti di cuore per gli adulti. Gli avvocati sostengono di avere prove documentali su alcune circostanze che - se confermate - sarebbero molto gravi. A partire dalla «mancanza di autorizzazione sanitaria e conseguente accreditamento all’esercizio di attività ospedaliera di cardiochirurgia pediatrica». 

Risulterebbe che l’attività trapiantologica pediatrica sarebbe stata svolta «in assenza di reparto dedicato operativo presso l’Uoc di cardiochirurgia pediatrica, appoggiata temporaneamente in quella per adulti», l’intera struttura ospedaliera risulterebbe «priva di autorizzazione all’esercizio ai sensi dell’articolo 8-ter del Dlgs 502/92»; «conseguentemente mancherebbe anche l’accreditamento istituzionale previsto dalla normativa sui trapianti».

Secondo i legali sarebbe stata rinvenuta una sola istanza al Comune di Napoli dell’Azienda ospedaliera Monaldi per il rilascio di una nuova autorizzazione all’esercizio della struttura sanitaria in data 9 aprile 2002. «Inoltre, nella domanda non è riportata, tra le attività da autorizzarsi, la cardiochirurgia pediatrica». Per gli avvocati dei consumatori si tratterebbe di una circostanza grave perché «la normativa nazionale prevede che le attività di trapianto possano essere svolte esclusivamente in strutture sanitarie autorizzate e accreditate».

Un altro punto dell’esposto riguarda il lamentato svolgimento dell’attività trapiantologica pediatrica «in aree non autorizzate ai trapianti». Scrivono gli avvocati: «Di fatto tutta l’autorità trapiantologica svolta dalla chiusura della cardiochirurgia pediatrica sarebbe stata svolta senza autorizzazione alcuna, in quanto qugli spazi non erano quelli oggetto dell’originaria autorizzazione».

Nel 2023 e 2024 arrivano le ispezioni del Centro nazionale Trapianti: «Confermata la sussistenza di numerose non conformità, evidenziando un quadro complessivo di assoluta gravità». Quali sono le criticità riscontrate dal Cnt? «Carenze organizzative nei percorsi assistenziali; mancanza di procedure formalizzate; carenze documentali nelle cartelle cliniche; criticità del programma trapianti pediatrico».

Altro capitolo: i ritardi nei lavori al reparto trapianti: i lavori vennero sospesi nel 2022 per problemi strutturali; vi fu una rimodulazione progettuale e ripresi nel 2024 con conclusione prevista nel marzo 2025. «Non si comprende in merito — continuano i legali — come mai gli uffici tecnici della Direzione regionale della sanità campana non siano intervenuti prima...».Infine l’assenza della terapia subintensiva per i pazienti pediatrici rilevata anche dal Cnt: «Il paziente destinato al percorso trapiantologico versa tra una terapia intensiva che il Cnt assume non conforme alle esigenze del paziente pediatrico ed un’area della cardiochirurgia adulti».

Un altro capitolo doloroso di questa vicenda su cui si chiede chiarezza alla magistratura. Lo ha fatto l’avvocato Spirito con una denuncia che riguarda il caso di Pamela Dimitrova, una bimba bulgara di circa due anni morta nel reparto del Monaldi mentre attendeva invano il trapianto di cuore. Era attaccata al Berlin heart, un cuore artificiale che le consentiva di restare in vita. Pamela però contrasse gravi infezioni e una emorragia cerebrale: morì dopo mesi di calvario e senza avere avuto la possibilità di essere trapiantata. Su quella morte è già stata presentata una denuncia e si è in attesa di capire come evolverà. Nella stessa stanzetta di Pamela analoga fine anche per una bimba di origini marocchine, a sua volta attaccata al «Berlin heart» e sempre colpita da infezioni e morta anche lei prima di ricevere il trapianto di cuore. I suoi genitori si trovano adesso in Sicilia e si sono affidati a un avvocato perché vogliono vederci chiaro. «Vogliamo capire se il personale che assisteva quelle bimbe era adeguatamente formato sulla manutenzione del cuore meccanico» conclude l’avvocato Spirito.

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