Napoli, il 2 maggio la mobilitazione degli artisti di strada: «Noi multati fino a 500 euro»

Troppo severo il nuovo regolamento comunale e gli artisti tornano in piazza

A Napoli è in corso una forte protesta degli artisti di strada contro il nuovo regolamento comunale che limita le esibizioni, vietando percussioni e amplificatori in molte aree e sanzionando con multe salatissime chi sfora limiti sonori che però raramente vengono misurati effettivamente. La protesta, con esibizioni di piazza, rivendica ad esempio il diritto di suonare la tammorra come parte integrante della cultura popolare partenopea. Artisti, musicisti e associazioni si sono già mobilitati, con flash mob e manifestazioni, sostenendo che il regolamento, troppo rigido, «uccide l'identità culturale napoletana». 

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Il nuovo regolamento, approvato per contenere il rumore, impone dunque restrizioni severe su amplificazioni, uso di percussioni e distanze sullo sfondo dei salatissimi risarcimenti che il Comune ha dovuto versare ai comitati dei residenti dei quartieri della movida con sentenza sfavorevole, soprattutto per il rumore generato dalla movida in generale, non dagli artisti di strada in particolare. E il 2 maggio, a piazza San Domenico Maggiore, alle 18, è prevista una nuova mobilitazione creativa, soprattutto contro le multe fino a 500 euro, insostenibili per un artista di strada. 

Piazza San Domenico Maggiore diventerà quindi «cuore pulsante di una protesta civile che sta già mobilitando cittadini, musicisti, associazioni culturali e movimenti territoriali, perché l’arte di strada non si multa: si difende».

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