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Alla cultura serviva una scossa

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14.11.2019

Non v’è dubbio che l’ultimo rimpasto della giunta de Magistris sia un’operazione che punta principalmente a mettere una toppa all’azione di una sindacatura in caduta libera di consensi tra i cittadini e nella sua stessa maggioranza. E a sfangarla, senza mollare le leve del comando, fino ai prossimi appuntamenti elettorali in cui si giocherà il futuro, non solo personale del sindaco, ma dell’intera città. Se così stanno le cose, prevedibilmente questo rimpasto non sortirà grandi effetti sul miglioramento delle condizioni (a mio avviso, sempre più difficili) in cui versano i cittadini partenopei e verso i quali bisognerebbe che il primo cittadino avesse un «momento d’onestà», come cantavano in un loro brano il duo rap «Co’ Sang’». Detto ciò, e con il massimo rispetto, questo stracciarsi le vesti in difesa di assessori, come il colto e perbene Nino Daniele, che ha gestito le deleghe alla cultura e al turismo per gran parte del duplice mandato de Magistris, lo trovo francamente eccessivo. Per due motivazioni.

La prima. Lo........

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