Petruccioli: «Il rapimento Cirillo fu un test: gestire l’emergenza terroristica dopo il trauma del caso Moro» |
L'ex direttore de L'Unità rilegge quell'avvenimento in un libro: «Stato e Br cercavano una via d'uscita»
Dieci anni fa Claudio Petruccioli legge Morte di un uomo felice, il romanzo di Giorgio Fontana ambientato nella Milano del 1981, negli anni estremi e più violenti della lotta armata. La storia è quella di un giovane magistrato impegnato a contrastare una nuova formazione terroristica, responsabile dell’omicidio di un esponente democristiano. Quelle pagine riportano Petruccioli a una stagione che conosce bene.Negli stessi anni era all’Unità e, nel marzo 1982, fu proprio lui ad autorizzare la pubblicazione dei falsi documenti sul caso Cirillo: il sequestro dell’assessore regionale campano rapito dalle Brigate Rosse e liberato dopo una controversa trattativa accompagnata dal pagamento di un ingente riscatto. Una decisione, quei titoli su Cirillo e sugli incontri in carcere con Cutolo, che gli costò le dimissioni, a soli sei mesi dalla nomina a direttore. Nasce così Spie vere & carte false. Il caso Cirillo e l’Unità (Rubbettino), un libro, per molti versi, fuori dagli schemi, perché profondamente radicato nella cronaca, nella vicenda personale dell’autore e nella........