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La vittoria di Vincenzo De Luca, fenomeno politico «totale»

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26.05.2026

Per la quinta volta sindaco a Salerno, è diventato “nazionale” senza mai abbandonare il “locale”, e quando ha potuto ha poi preferito questo a quello, dimettendosi, ad esempio, da sottosegretario del governo Letta

Nel romanzo infinito della politica italiana, Vincenzo De Luca ha ormai un ruolo tutto suo, che sfugge a qualsiasi identificazione con un unico personaggio letterario. In lui ci sono di sicuro i tratti del Principe di Salina e del suo realismo, ma è difficile negargli anche quelli rampanti di Don Calogero Sedara. Lo stesso feudalesimo di cui lo si accusa, non sarebbe meglio definito con l’aggiunta dell’aggettivo populista? Per certi versi assomiglia al colonnello Aureliano Buendía di "Cent’anni di solitudine": figura tragica e circolare, l’uomo che ha affrontato innumerevoli battaglie riuscendo sempre a sopravvivere sia agli avversari sia all’usura del tempo. Ma a differenza di Buendia, che le battaglie le ha perse tutte, De Luca ha quasi sempre vinto. La sua unicità non è tanto nella lunga e ininterrotta presenza nella scena politica e istituzionale, quanto piuttosto in una ostinata ed esibita appartenenza territoriale: De Luca è diventato “nazionale” senza mai abbandonare il “locale”, e quando ha potuto ha........

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