Incendio Sannazaro, l'amarezza dei residenti: su di noi è calato il silenzio |
«Giuli propone l'acquisto del teatro ma su chi ha perso la casa neanche una parola»
Una lettera aperta per «sensibilizzare il pubblico e le istituzioni sulle condizioni di degrado e di pericolosità dei nostri edifici e che rendono assai difficile e triste la qualità delle nostre vite»: la sottoscrivono i residenti ( una quarantina di persone) degli appartamenti interessati dall'incendio che ha devastato il teatro Sannazaro di Napoli lo scorso 17 febbraio. «Purtroppo - denunciano - c'è una grande disattenzione sui nostri problemi e, di qui, la nostra lettera scritta con tristezza e pacatezza». Nel testo si denuncia «il silenzio che nasce dall'incredulità, dal lutto, dallo stress post traumatico - di 40 e più persone, tra proprietari e inquilini, che hanno abitato e lavorato negli edifici che, a corte, circondano il cratere e le macerie del Teatro Sannazaro -. Il silenzio di fronte alle ordinanze di interdizione totale che hanno riguardato quattro attività economiche e quattro abitazioni civili e di interdizione parziale relative a sei abitazioni private. A queste si aggiungono gli appartamenti invivibili per mancanza o malfunzionamento delle rete di servizi». «Ancora - prosegue la lettera - il silenzio per ignoranza o non curanza delle istituzioni e del pubblico nei confronti di persone che hanno letteralmente perso la propria abitazione o i locali dove svolgevano le loro attività economiche. Ma il ministro Giuli, repentinamente, propone ai proprietari del teatro l'acquisto delle macerie e la sua ricostruzione. Ne siamo felici! E siamo felici - anche e soprattutto - per Lara Sansone e Salvatore Vanorio che potranno riprogrammare, temporaneamente, la loro storica attività grazie all'uso gratuito del Teatro Mediterraneo genialmente offerto loro dal Comune di Napoli. Ma tra noi residenti permane il silenzio, il silenzio di chi non ha chiesto nulla e che - ancora in silenzio - attende con fiducia gli esiti dell'indagine giudiziaria».
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