Il colonnello Cagnazzo torna in servizio dopo essere stato prosciolto dalle accuse per l'omicidio di Angelo Vassallo |
L'ufficiale dei carabinieri assegnato al gruppo forestali ambientali. Nelle prossime settimane la destinazione definitiva
Il colonnello dei carabinieri, Fabio Cagnazzo, è tornato in servizio. Dopo essere stato prosciolto da ogni accusa che gli era stata mossa nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco - pescatore di Pollica, nel Cilento in provincia di Salerno, ucciso la sera del 5 settembre 2010 mentre stava rientrando a casa.
L'ufficiale dell'Arma, da lunedì scorso, è rientrato al lavoro con un incarico provvisorio presso il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei carabinieri. E la sua nuova destinazione definitiva sarà stabilita nelle prossime settimane, direttamente dal Comando generale. Il reintegro del militare era stato, peraltro, stabilito dal Tar del Lazio che aveva annullato la sospensione dal servizio disposta dalla direzione generale per il personale militare del ministero della Difesa, che aveva emanato il provvedimento per la pendenza del procedimento penale.
Cagnazzo, accusato di concorso in omicidio aggravato dal metodo mafioso e depistaggio, in carcere a Santa Maria Capua Vetere tra novembre 2024 e marzo 2025, è stato prosciolto al termine dell'udienza preliminare dello scorso 27 marzo. Appena libero da ogni accusa, il carabinieri aveva anche rilasciato alcune dichiarazioni: «Angelo (Vassallo; ndr) era mio amico. Ho sempre cercato la verità e la giustizia, ora voglio il colpevole di questo omicidio».
Durante la stessa udienza, invece, furono rinviati a giudizio gli altri quattro imputati coinvolti nella vicenda: l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi e l’imprenditore Giuseppe Cipriano; per la sola accusa di traffico di droga, Giovanni Cafiero, genero del boss di camorra ergastolano Gaetano Cesarano; mentre l'ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso ha scelto il rito abbreviato.
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