Cpr a Castel Volturno, Libera: «Non si deve fare». Il vescovo: «Scelta che addolora» |
La Cgil: «Qui servirebbero investimenti in lavoro regolare, servizi pubblici, politiche abitative, sanità territoriale, istruzione, coesione e inclusione, non nuove strutture detentive»
«Apprendiamo con profonda preoccupazione che il Ministero dell'Interno, attraverso Invitalia, ha pubblicato un bando per la realizzazione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) a Castel Volturno, nel Casertano. I Cpr rappresentano il punto più estremo di un sistema fondato sulla repressione e sulla marginalizzazione delle persone migranti, il punto finale di politiche migratorie volte alla criminalizzazione. Si tratta di luoghi di detenzione amministrativa in cui uomini, donne e bambini vengono privati della libertà personale non per aver commesso reati, ma unicamente per la loro condizione amministrativa». Lo scrivono, in una nota, Libera e Comitato Don Peppe Diana.
Si tratta, evidenziano, di «un sistema che non solo non garantisce sicurezza, ma alimenta marginalità, sofferenza e tensioni sociali. La scelta di costruire un Cpr a Castel Volturno è ancora più grave perché colpisce un territorio già segnato da profonde fragilità sociali. Qui bisognerebbe investire in diritti, inclusione, lavoro e giustizia sociale e ambientale, non in nuove strutture detentive. Chiediamo l'immediata sospensione del bando per Castel Volturno, l'apertura di un confronto pubblico con la cittadinanza e le realtà sociali, un cambio radicale delle politiche migratorie, fondato sul rispetto dei diritti, della dignità e della legalità costituzionale».
Ma anche la Chiesa prende posizione. «La notizia della scelta da parte del Governo di voler realizzare una struttura destinata a Centro di permanenza per il rimpatrio Castel Volturno, mi addolora profondamente. Ritengo, infatti, tale operazione un'offesa per il territorio del litorale Domitio, molte volte mortificato a causa di scelte politiche sconsiderate, e già da tempo marchiato dallo stigma del pregiudizio negativo verso chi vive quei luoghi ove è presente un'alta concentrazione di immigrati». A parlare è il vescovo di Capua e Caserta, monsignor Pietro Lagnese, che lunedì prossimo a Castel........