Giovanna Rei è Ida in Mare Fuori: «Molto colpita dal cast, giovane e consapevole. Quando ho iniziato Maurizio Costanzo ha creduto in me»
L’attrice parla del suo personaggio, Ida, madre di un ragazzo ucciso: una partecipazione intensa: «I dialoghi sono molto profondi, emozionano inevitabilmente gli spettatori e continueranno a farlo»
Nella nuova stagione di «Mare fuori» è Ida, la mamma di Matteo, il ragazzo ucciso da Tommaso, uno dei personaggi più tormentati (e amati) della celebre serie Rai che racconta le storie di giovani detenuti nell’Istituto Penale per Minorenni di Napoli. Giovanna Rei torna in televisione dopo il successo di «Noi del rione sanità», la fiction diretta da Luca Miniero nella quale l’attrice napoletana è ancora una volta la madre di uno dei protagonisti.Alla sua prima apparizione in «Mare fuori», l’attrice napoletana ha commosso migliaia di fan, che hanno subito condiviso la sua Ida sui social, grazie a una delle scene finora più toccanti dei primi sei episodi disponibili su RaiPlay della serie diretta da Beniamino Catena e Francesca Amitrano.
Salita alla ribalta verso la fine degli anni ’90 nel film «L’ultimo capodanno» di Marco Risi, ma soprattutto con il fortunato ruolo di Carmela nella fiction «Anni 50» di Carlo Vanzina, Giovanna Rei ha interpretato negli ultimi venticinque anni tantissimi ruoli in fiction di successo come «La piovra», «Don Matteo», «Il bello delle donne», «Turbo», «Sei forte maestro» e in particolare «Elisa di Rivombrosa», dove ha indossato i panni della Marchesa Betta Maffei di Barbero, la sensuale ragazza di facili costumi sempre pronta a sedurre uomini più grandi di lei. Senza dimenticare ben cinque anni della sit-com Camera Cafè.
Cosa l’ha colpita di Mare Fuori?«La preparazione e la consapevolezza di un cast così giovane. Questa nuova generazione di attrici e attori ha una sfrontatezza positiva e una dimestichezza nella comunicazione che mi hanno colpita davvero moltissimo».
In che modo?«Più che altro non me l’aspettavo, soprattutto perché quando ero giovane io valeva la regola del “tu zitta e non parlare, sei piccola”. Mentre per fortuna adesso non è più così, quindi anche chi è alla sua prima parte può esprimere sul set la propria opinione. È una differenza non da poco e che un’attrice della mia età (50 anni, ndr) nota già al primo ciak».
Dunque è questo che differenzia due serie di successo ma di epoche diverse come Elisa di Rivombrosa e Mare Fuori?«Non solo. Vent’anni fa le fiction italiane erano veramente poche. Adesso invece ti perdi in un oceano di contenuti, per cui bisogna avere anche la fortuna che il prodotto crei un certo appeal, ebbene in questo senso le nuove generazioni sono meno fortunate, ma allo stesso tempo sono più avvantaggiate rispetto al passato perché noi facevamo una gavetta di dieci anche quindici anni, mentre oggi la possono fare in tre mesi, insomma è tutto più accelerato. I più giovani un po’ mi fanno invidia, dato che si sono dovuti risparmiare tutti quegli anni che a noi servivano per acquisire padronanza con gli strumenti».
I social in questo aiutano, non crede?«Sì, perché subito diventano famosi anche attori di terza o quarta fascia. Spesso mi meraviglio di personaggi molto minori delle serie tv più disparate che sui social hanno comunque un numero di follower pazzesco. È incredibile».
Su Instagram e TikTok sta appunto girando già tanto il volto di Ida, il suo personaggio in Mare Fuori: se l’aspettava?«Non così presto. Diciamo che la mia è una partecipazione intensa, visto che Tommaso, uno dei protagonisti della serie interpretato da Manuele Velo, si rende conto di aver ucciso mio figlio e che non è lui responsabile della morte del fratello. Ed è per questo motivo che me lo ritrovo più volte al cimitero a meditare sulla lapide di mio figlio. Ci sono dei dialoghi tra Ida e Tommaso molto profondi che hanno inevitabilmente emozionato gli spettatori e continueranno a farlo». Cosa ricorda di Maurizio Costanzo con il quale ha condotto nel 2015 il programma Memory?«Conobbi Maurizio da ragazzina, dopo essere diventata più o meno celebre per uno spot di un’azienda vinicola in cui facevo la mondina che pigiava l’uva. Lui mi invitò subito come ospite al Maurizio Costanzo Show e poi mi scritturò per Buona Domenica. A volte, quando avevo dei problemi, lo chiamavo per un consiglio».
E lui?«Nonostante avesse un carattere molto particolare, Maurizio con me era sempre ben predisposto. Voleva sempre trasferire ai giovani la sua conoscenza, credeva molto nel dialogo con le nuove generazioni, tant’è che fu proprio lui a volere il pubblico ad Amici, e anche in Memory volle fortemente che ci fosse una platea in studio».
Con Sabrina Impacciatore e Laura Chiatti lei è stata anche tra le protagoniste del film «Pane e burlesque» di Manuela Tempesta, una commedia ancora molto streammata. Qual è il segreto del suo eterno successo?«A differenza di Burlesque, che è un noto un film americano con Cher, nella variante italiana c’è una morale leggermente amara basata però sul comico, visto che il burlesque veniva fatto nei teatri francesi appunto per schernire un po’ il corpo femminile attraverso varie burle. Quando ad esempio in una scena mi sfilo le calze, lo faccio in maniera sia molto ammiccante che giocosa, è un modo per dire “dai, giochiamoci su, non stiamo sempre lì a prenderci troppo sul serio”. È un approccio che oggi evidentemente piace e torna utile».
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7 marzo 2026 ( modifica il 7 marzo 2026 | 18:06)
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