Ditonellapiaga: quanto è dance De Crescenzo

La cantautrice ha presentato a Napoli il suo disco «Miss Italia»

Dal podio dell’Ariston alle vette delle classifiche italiane. Ditonellapiaga, che giovedì lla Feltrinelli di Chiaia in piazza dei Martiri ha presentato il suo nuovo disco appena pubblicato, «Miss Italia», è la cantautrice pop più in vista del momento. Un periodo magico che la musicista romana - all’anagrafe Margherita Carducci - vive grazie al successo del tormentone «Che fastidio!», una canzone che vanta oltre 19 milioni di streaming su Spotify e con la quale Ditonellapiaga si è classificata terza al Festival di Sanremo, dopo aver vinto la quarta serata della kermesse dedicata alle cover con un’interpretazione in duetto con Tony Pitony del brano «The lady is a tramp» di Mitzi Green.

Tra sonorità elettroniche e sfumature pop dance, i dieci brani di «Miss Italia» esplorano le crepe dello star system italiano, e punzecchiano sia i suoi miti che le sue maschere, fino a trasformare le contraddizioni della società in una parodia lucida e mai banale.

Musica dance e testi ironici: come nasce questa fusione?«Il mondo del dancefloor e quello del clubbing mi affascinano da sempre e mi ci sono ritrovata e avvicinata più volte. Ma sarò onesta: non sono cresciuta sotto cassa, l’ho scoperto da più grande, durante gli anni dell’università, quando ho trovato grande affinità con la cassa dritta non tanto sotto palco, ma scrivendo le mie canzoni. È in fondo un modo molto genuino sul quale riesco a esprimermi, poi credo che lo spirito più irriverente e provocatorio emerga in modo avvincente con i pezzi più elettronici».

Napoli è ora considerata la capitale del by night, è mai stata ad un party in città?«Purtroppo ancora no, ma per fortuna ho avuto modo di ascoltare dal vivo i Napoli Segreta e per me è stata una scoperta decisamente stupenda. Li adoro».C’è invece un album partenopeo con il quale è connessa particolarmente?«Certo che c’è, ed è senza dubbio “Ancora” di Eduardo De Crescenzo».

Una scelta insolita per una cantautrice appena ventinovenne come lei.«In realtà è un disco al quale sono legata moltissimo da sempre, non solo per la title track che è bellissima e ovviamente molto famosa, ma anche per brani come “Alle sei di sera”, una canzone che trovo assolutamente divertente, ironica, con il groove giusto per farsi, appunto, anche una bella serata sul dancefloor».

In «Miss Italia» emergono lati finora inediti del suo carattere: a cosa è dovuta questa sua voglia di raccontarsi?«L’introspezione, anche se sempre affrontata con un piglio ironico e una musica energica e movimentata, nasce dall’esigenza di capirmi di più in un momento di difficoltà e di mettere a fuoco la mia identità artistica».

Si era quindi smarrita?«Sì, tutto nasce infatti dall’esigenza che ho ritrovato in un momento di smarrimento che ho attraversato, dopo il quale mi sono resa conto che le troppe pressioni, rispetto ai risultati ottenuti, mi portavano a mettermi sempre in discussione e a cambiare per provare a capire come arrivare più facilmente a un determinato pubblico o a certi obiettivi. Ma la verità è che questo tentativo che ho provato a fare mi ha messo molto in crisi, mi ha spinto forse a chiedermi di più e a recuperare i miei ritratti distintivi».

E come?«Essendo finalmente ironica, pungente, facendo musica in maniera contaminata cercando di essere allo stesso tempo anche il più originale possibile».

Vai a tutte le notizie di Napoli

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Partecipa alla discussione


© Corriere del Mezzogiorno