Torna a casa Bruno Petrone, il calciatore 18enne accoltellato a Chiaia. I genitori: «Grazie aimedici, sono degli Angeli»

Un post sui social di papà Cristian e mamma Dorotea annuncia le dimissioni dall'ospedale del giovane preso di mira «per uno sguardo»: «Vorremmo conoscere la dottoressa che lo ha salvato»

«Finalmente si ritorna a casa». È una frase semplice, ma pesa come un traguardo. A scriverla sui social sono Dorotea e Cristian, i genitori di Bruno Petrone, il calciatore diciottenne dell’Angri accoltellato nella notte tra il 26 e il 27 dicembre nella zona dei baretti di Chiaia, a Napoli. 
Quindici giorni di ospedale, di paura e di attesa, prima di poter pronunciare quelle parole. E subito dopo, come genitori, un ringraziamento che viene prima di tutti gli altri: «Il primo grazie non può che andare a nostro figlio Bruno». 

È un grazie che ribalta i ruoli. «Grazie a te, figlio nostro – scrivono – perché non hai mollato nemmeno per un secondo, neanche quando tutto sembrava troppo grande, troppo ingiusto, troppo doloroso. In quei giorni terribili sei stato tu a insegnarci cosa vuol dire davvero forza». 
Guardandolo lottare, raccontano Dorotea e Cristian, hanno capito che il coraggio non è un concetto astratto: «Esiste davvero, ed è più forte della paura».  ........

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