Sedicenne ferito nel raid a piazza Carolina: un arresto, si cerca il complice. L'ipotesi della lite tra giovanissimi |
L'agguato consumato lo scorso primo aprile in piazza Carolina, a pochi passi della Prefettura
Uno sguardo di troppo. O qualcosa di più. Nella notte, la Polizia di Stato ha eseguito un fermo nei confronti di un giovane gravemente indiziato per lesioni personali e porto abusivo di arma in luogo pubblico, con l’aggravante del metodo mafioso. Il provvedimento, disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia, riguarda l’agguato consumato lo scorso primo aprile in piazza Carolina, a pochi passi dalla Prefettura.
La vittima è un ragazzo di sedici anni, incensurato. Era in compagnia di amici quando, attorno alla mezzanotte, è stato raggiunto da due persone a bordo di un ciclomotore. Il passeggero, travisato e armato di pistola, si è avvicinato senza esitazioni: prima il colpo alla testa con il calcio dell’arma, poi gli spari, diretti alle gambe. Un’azione rapida, chirurgica. Nessun altro ferito.
Il ragazzo è stato soccorso dal fratello e trasportato al Vecchio Pellegrini: dimesso dopo le cure, ha raccontato agli agenti frammenti di una scena confusa e improvvisa. «Non li ho visti in faccia. Hanno sparato e sono scappati», ha riferito. Parole che restituiscono il senso di un raid studiato, con i volti coperti e un obiettivo preciso.
Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Dda, hanno imboccato più direzioni. Decisiva, in queste ore, l’analisi dei sistemi di videosorveglianza che hanno ripreso le fasi dell’aggressione: immagini ritenute fondamentali per ricostruire la dinamica e stringere il cerchio attorno ai responsabili.
Ma il contesto è più ampio. Da mesi, secondo gli investigatori, si registra una tensione crescente tra gruppi di giovanissimi provenienti dai Quartieri Spagnoli, da Montesanto e dall’area del Pallonetto di Santa Lucia e Pizzofalcone. Una geografia minuta della città che si traduce in una guerra per il controllo di spazi e microtraffici, soprattutto legati allo spaccio.È in questo intreccio che si inserisce anche il lavoro di “web patrolling”: il monitoraggio dei social network e delle piattaforme di messaggistica, dove spesso si consumano provocazioni, sfide e minacce. Decine di profili sono finiti sotto osservazione. Molti appartengono a ragazzi senza precedenti, ma inseriti in contesti familiari già noti alle forze dell’ordine. Una criminalità che si rinnova, per età e linguaggi, ma non nei metodi.
Piazza Carolina, del resto, non è nuova a episodi simili. Lo scorso 12 dicembre fu teatro di uno scontro armato tra gruppi rivali, con numerosi bossoli repertati sull’asfalto.
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