La rapina in banca a Napoli: «Il tunnel di 12 metri sotto il caveau? Scavato tutto a mano» |
Napoli, la rapina in banca preparata per mesi. Il video con l’ingresso dei malviventi, l'analisi del geologo, le ispezioni degli investigatori: «Un ambiente ostile, saturo di esalazioni nauseabonde»
Hanno scavato nel sottosuolo, muovendosi tra i detriti, i cocci di argilla e il fango delle condotte fognarie per settimane. La squadra di «professionisti del buco» ha lavorato nel ventre di Napoli, preparando per mesi il colpo di giovedì scorso nella filiale del Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro a Napoli, una rapina con sequestro di 25 ostaggi che ha tenuto con il fiato sospeso l’intero quartiere del Vomero.Mentre i carabinieri del Nucleo investigativo e della Compagnia Napoli Vomero analizzano ogni centimetro di quel labirinto di melma e tufo, emerge il volto tecnico di un assalto studiato nei minimi dettagli. Fondamentale il lavoro del geologo Gianluca Minin che ha eseguito e consegnato agli inquirenti un’elaborazione tridimensionale degli scavi. Per spiegare come la banda sia arrivata al caveau.
Il quadro che emerge è quello di un’opera ingegneristica rudimentale ma di straordinaria efficacia. Il cunicolo, lungo circa dodici metri e con un’altezza che oscilla tra i 70 e i 90 centimetri, è stato «scavato interamente a mano». Parte dal sistema fognario principale, a una profondità di circa quattro metri e mezzo, per risalire con una pendenza costante esattamente sotto il pavimento del caveau dell’istituto di credito. «È gente che si sa orientare nel buio — dice il geologo — e che ha lavorato anche a centinaia di metri di distanza dalla banca. Hanno operato in un ambiente pericoloso, a rischio frana, scavando materiali instabili».
Secondo l’analisi di Minin, il cantiere avrebbe vissuto due fasi distinte: «Credo che il tunnel sia stato abbandonato e poi ripreso. Probabilmente a causa delle piogge che hanno reso il terreno troppo instabile. Hanno però sfruttato la forza dell’acqua per far defluire la terra di risulta dello scavo, giustificando così la scarsa quantità di materiale ritrovato all’esterno».L’ipotesi principale della Procura di Napoli è che la banda fosse divisa in due gruppi: una «squadra scavi», composta da almeno quattro uomini, e una «squadra d’assalto» incaricata dell’irruzione. Quest’ultima ha agito con freddezza, gestendo gli ostaggi durante le concitate fasi del colpo. In quel momento la sincronicità è fondamentale. Tre che salgono dal foro praticato sotto al caveau, altri tre che entrano dalla porta. I video della sorveglianza mostrano dettagli fondamentali: i rapinatori hanno i volti coperti, ma le mani scoperte. Un particolare non irrilevante, poiché la banda potrebbe aver lasciato impronte digitali nitide. In un’altra inquadratura un uomo, vestito di scuro, viene invece ripreso mentre infila un palo nel maniglione antipanico per bloccare l’uscita di sicurezza. Lui i guanti li indossa.
La violenza è stata più psicologica che fisica, ma non per questo meno traumatica. Sul pavimento della banca sono state ritrovate due pistole sceniche: armi giocattolo prive del tappo rosso. Un deterrente. Sottoterra, intanto, la caccia continua senza sosta. I carabinieri si sono calati nelle condotte insieme al personale dell’Abc e agli speleologi. «È un ambiente ostile, saturo di esalazioni nauseabonde — racconta uno degli investigatori —. Ci siamo inoltrati in un tunnel che, a un certo punto, si dirama in cinque direzioni diverse. Uno di questi bracci porta verso la zona di San Martino, sugli altri stiamo ancora lavorando per capire dove sbuchino». Mentre si attendono i risultati dei rilievi su un generatore di corrente e sugli attrezzi da scasso abbandonati nella fuga, i sospetti puntano dritto ai «professionisti del buco» partenopei. Le indagini saranno lunghe e batteranno anche il circuito della ricettazione. Un puzzle che potrebbe subire un’accelerata per un passo falso. Anche solo per un’impronta.
Vai a tutte le notizie di Napoli
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania
19 aprile 2026 ( modifica il 19 aprile 2026 | 07:20)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Partecipa alla discussione