I punti chiave della rapina in banca a Napoli: niente soldi nel bottino, il colpo durato almeno un'ora, l'ipotesi della "talpa" e delle cassette di sicurezza mirate |
L'inchiesta sul colpo alla filiale della Crédit Agricole di piazza Medaglie d'oro. E intanto è caccia ai rapinatori fuggiti dalle fogne
Ci sono ancora molti punti da chiarire nel colpo alla filiale Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, a Napoli. I rapinatori sono entrati poco prima delle 12.30 di giovedì, passando da un foro scavato nel sottosuolo. Indossavano tute da operai e maschere di attori del cinema. Un dettaglio che conferma, secondo gli investigatori, la preparazione del gruppo. «Una banda organizzata, veri professionisti», riferiscono le forze dell’ordine.
Ma proprio da qui emergono le prime incongruenze. Nel caveau della filiale non c’era denaro contante: solo cassette di sicurezza. Un particolare che difficilmente dovrebbe sfuggire a una banda esperta. Il secondo elemento riguarda i tempi dell’azione. «È insolito che siano rimasti all’interno quasi un’ora — spiegano gli investigatori —. Di solito la banda del buco agisce in pochi minuti». Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di un basista, una talpa, qualcuno in grado di fornire informazioni dall’interno.
Resta però un altro interrogativo. Il contenuto delle cassette è conosciuto esclusivamente dai clienti che le noleggiano, non dall’istituto di credito. Anche la copertura assicurativa viene calcolata in modo forfettario, sulla base delle dimensioni della cassetta, proprio perché ciò che viene custodito resta riservato.
I correntisti stamane attendono di sapere se la loro cassetta di sicurezza è tra quelle svaligiate
Da questa mattina decine di correntisti si sono presentati davanti alla filiale per capire se le proprie cassette fossero state forzate. Il direttore (lo stesso contro cui uno dei banditi aveva puntato una pistola), si è affacciato all’ingresso, mentre all’interno proseguivano i rilievi, nel tentativo di rassicurare i clienti. «Il gruppo 222 non è stato toccato, ma solo la fila 224», ha detto ad alta voce.
Un’azione mirata oppure una razzia condotta nel caos? Un ulteriore punto da chiarire riguarda il sequestro dei 25 ostaggi. Secondo quanto ricostruito, sarebbero stati spostati più volte fino a essere rinchiusi in un locale affacciato su via Niutta, con una parete a vetri rivolta verso la strada. È da lì che vigili del fuoco e carabinieri hanno aperto un varco per metterli in salvo. Un intervento che ha richiesto tempo. Esattamente quello di cui il gruppo di malviventi aveva bisogno per scomparire nel sottosuolo. Ed è proprio da quei cunicoli che adesso ripartono le indagini per trovare i rapinatori.
I carabinieri, insieme agli addetti dell’Abc, dotati di mappe del sottosuolo, stanno cercando di individuare possibili vie di fuga nel sistema delle condotte fognarie, anche con il supporto della squadra scientifica. Tutto verrà passato al setaccio: terra rimossa di recente, ma anche tracce organiche (un capello, sangue o tracce di urina). Spesso accade, però, che nella fuga gli "uomini talpa" alzino pareti che prima non c’erano. Si monitora quindi se i percorsi incontrati corrispondono a quelli segnati sulle mappe.
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17 aprile 2026 ( modifica il 17 aprile 2026 | 13:50)
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