Gli amici al 15enne che ha colpito Bruno: «Ma che hai fatto?». E lui: «Non so se la coltellata è entrata»

L'inchiesta e i racconti confusi sui momenti successivi all'aggressione a Bruno Petrone, a Napoli. L'adolescente che ha confessato ha detto che aveva comprato il coltello in armeria. E poi: «Non ho capito dove lo avevo colpito»

«Non so se gli è entrata la coltellata». Poi, subito dopo: «È sporco di sangue». Sono frasi che restano sospese negli atti dell’inchiesta come un fermo immagine, il punto esatto in cui una notte qualunque della movida napoletana precipita nella violenza. A pronunciarle, secondo una delle dichiarazioni raccolte dagli inquirenti, è il quindicenne che poche ore prima aveva colpito Bruno Petrone con due fendenti al petto, nella zona dei Baretti di Chiaia. Il racconto è quello di una fuga confusa. I ragazzi si allontanano in motorino, percorrono via Carlo Poerio e si fermano all’altezza di un garage per lasciare lo scooter di uno di loro. È lì che, alla presenza di tutti, il quindicenne rompe il silenzio. Prima la frase detta quasi a mezza voce – «Non so se gli è entrata la coltellata» – poi il gesto che gela gli altri: estrae il coltello a farfalla, lo guarda per un istante, lo richiude e dice: «È sporco di sangue».

In un’altra dichiarazione, uno dei componenti del gruppo racconta di non aver assistito........

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