La Campania approva il Salario minimo, gli industriali aprono. I sindacati vanno (ancora) in ordine sparso

Jannotti Pecci, leader dell'associazione datoriale: «Può garantire equità». La Cisl: «Non è realistico». La Cgil: «È una svolta»

All’indomani dell’approvazione del disegno di legge sul salario minimo a 9 euro lordi l’ora negli appalti pubblici regionali, come primo atto della giunta campana guidata da Roberto Fico, emergono opinioni contrastanti tra le parti sociali e i partiti politici sull’efficacia del provvedimento nel combattere il lavoro povero. 
Per gli industriali partenopei l’introduzione di un salario minimo regionale «può rappresentare uno strumento utile per selezionare le imprese più qualificate, oltre che per tutelare i lavoratori. In questa prospettiva - dice il presidente Costanzo Jannotti Pecci - riteniamo pienamente condivisibile escludere dalle procedure di gara le imprese che corrispondono salari non in linea con i Contratti collettivi nazionali di lavoro, che, è bene ricordarlo, hanno valore erga omnes e si applicano quindi anche alle imprese non aderenti a Confindustria. Vorrei rimarcare - prosegue - come i contratti collettivi nazionali di lavoro delle aziende associate a Confindustria prevedano già retribuzioni orarie ben superiori ai 9 euro. Continuiamo a essere convinti che la strada corretta per garantire salari giusti e sostenibili resti quella........

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