menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Forza Italia a Napoli prova ad analizzare il voto sul referendum Il sondaggista Noto: ai seggi chi li disertò nella tornata politica

13 0
01.04.2026

Il vice coordinatore campano Librandi: «Molto amareggiati del risultato»

Gennaro Migliore, Gianfranco Librandi e Antonio Noto

A dieci giorni dalla vittoria del No nel referendum sulla riforma della Giustizia, Forza Italia continua a leccarsi le ferite, usando le parole del vice coordinatore campano Gianfranco Librandi, e nella sede napoletana del partito ha promosso un approfondimento sul voto con il sondaggista Antonio Noto. «Quello del 22 e 23 marzo non è stato un voto politico – è stata la premessa di Noto – ma un voto apartitico, nel senso che i 3,5 milioni di elettori che non hanno votato alle ultime elezioni Europee e Politiche, ma lo hanno fatto in questo referendum, non si identificano in nessun partito. Secondo i nostri dati – ha aggiunto – l’elettorato ha votato pensando al referendum e non alle elezioni politiche che verranno. Tant’è che dai nostri sondaggi sulle intenzioni di voto ai partiti, effettuati subito dopo il voto, le percentuali non sono differenti dagli stessi sondaggi effettuati una settimana prima del voto». Sui risultati in Campania e nel Mezzogiorno, in cui più netta rispetto al resto d’Italia è stata la vittoria del No, il sondaggista ha sostenuto che «qui se vediamo i dati sull’affluenza, non ha votato l’elettorato moderato del centrodestra, perché non è stato mobilitato. Probabilmente la strategia di comunicazione che è stata fatta non ha colpito questa parte dell’elettorato che rappresentava il vero capitale del fronte del Sì». Immediato è arrivato il mea culpa di Librandi: «Siamo molto amareggiati del risultato proprio per non essere riusciti a coinvolgere gli elettori del centrodestra. Abbiamo voluto questo approfondimento sul voto – ha poi spiegato - proprio per non sbagliare più in futuro, o quanto meno sbagliare di meno». A rappresentare le ragioni del No nel confronto promosso da FI, è intervenuto l’ex parlamentare Gennaro Migliore, di Italia Viva, che a differenza di Noto, pensa invece che il voto sul referendum sia stato un voto politico. «A maggior ragione se guardiamo le percentuali del No che si sono registrate nel Mezzogiorno. Qui al Sud – è stata la riflessione – non si sente la forza dell’esecutivo. L’unica proposta del governo Meloni per il Mezzogiorno è quella sullo Stretto di Messina. E poi ha pesato anche il peso di personaggi politici come Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, che non avevano un profilo riformista». Tornando all’analisi del voto, Noto ha spiegato che in questo referendum «hanno votato anche giovani e donne che normalmente si astengono quando si votano i partiti». Intanto, dopo la riflessione sul voto il vice coordinatore regionale di FI con i cronisti ha provato a diffondere ottimismo per il futuro del partito («bisogna puntare di più sui giovani»), ma ha evitato di parlare con i cronisti delle divisioni interne alla coalizione, a partire dai cortocircuiti che si registrano qui in Campania. «Il centrodestra è fortissimo – ha detto-, sostenuto dalle agenzie di rating, che dicono che i conti sono a posto».

Vai a tutte le notizie di Napoli

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Partecipa alla discussione


© Corriere del Mezzogiorno