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Vomero, troppi platani abbattuti. La protesta

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Ennesima denuncia del Comitato Valori collinari, l'ultimo episodio in via Merliani. Capodanno chiede l'apertura di una indagine e sollecita Santagada

Una immagine diffusa da Gennaro Capodanno

Proteggono dal caldo e dall’inquinamento, ma al Vomero sono sempre meno. L’ultimo albero abbattuto si trovava in via Merliani, nel tratto tra via San Gennaro ad Antignano e via De Mura. Il platano è stato tagliato e lasciato per giorni sulla carreggiata, con rami e foglie a occupare le strisce blu. Oggi nella formella resta solo la ceppaia, rendendo impossibile la sostituzione con una nuova piantumazione. A denunciarlo è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari ed ex presidente della circoscrizione Vomero, che parla di una vera e propria «decimazione delle alberature stradali», piantate all’inizio del secolo scorso e divenute un simbolo storico del quartiere. Sui social, intanto, cresce il malcontento dei residenti, che chiedono chiarimenti sui numerosi abbattimenti recenti. 

Secondo Capodanno, se da un lato è necessario garantire l’incolumità dei passanti attraverso controlli e interventi mirati, dall’altro una manutenzione più costante avrebbe potuto prevenire molte criticità. Patologie come il “cancro colorato”, ad esempio, avrebbero potuto essere contenute evitando in diversi casi l’eliminazione di alberi storici. A compromettere ulteriormente lo stato delle alberature contribuiscono fattori ambientali come l’inquinamento e la diffusione della tingide del platano, insetto che danneggia le foglie e incide sul benessere delle piante. A questo si aggiungono, secondo la denuncia, interventi non sempre adeguati, con potature irregolari che hanno favorito una crescita disordinata fino ai piani alti degli edifici.

Oltre all’apertura di un’indagine per fare piena luce sulle scelte adottate, Capodanno chiede un intervento più deciso da parte del Comune, in particolare degli uffici responsabili del verde pubblico guidati dall’assessore Vincenzo Santagada. L’appello, infine, riguarda anche il futuro: accelerare le ripiantumazioni nelle aree rimaste vuote, dove tra ceppaie abbandonate e formelle inutilizzate – in alcuni casi persino cementificate, come segnalato in via Bernini – il verde continua a ridursi.

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