Napoli, bandiere di Iran e Israele assieme sotto il Consolato Usa: «Grazie Bibi e Trump, restituiteci la libertà»

Sostegno all'operazione «Epic Fury» contro il regime di Teheran da parte degli studenti dei Paesi coinvolti. «In voi rivediamo la nostra speranza»

Un momento della manifestazione studentesca di questa mattina a Napoli (ph Flavia Dolgetto)

Bandiere iraniane, statunitensi e israeliane sventolate una accanto all’altra sul lungomare di Napoli. Decine di studenti iraniani si sono riuniti questa mattina in via Caracciolo, davanti al Consolato degli Stati Uniti, per esprimere il loro sostegno all’operazione «Epic Fury» e chiedere la fine della Repubblica islamica in Iran.Molti di loro frequentano le università Federico II, Luigi Vanvitelli e Parthenope e non hanno notizie dei loro familiari da giorni. 

Tra i cartelli esposti si leggevano slogan come «L’unica scelta per l’Iran è Reza Pahlavi» e «Grazie presidente Trump per aver mantenuto la tua promessa». Per i manifestanti, il futuro del Paese passa dal ritorno dello Scià Reza Pahlavi e dalla nascita di un Iran «forte e libero». 

Il presidio si è svolto sulle note dell’inno nazionale iraniano e di alcune canzoni tradizionalmente cantate nei momenti di festa. Un momento carico di emozione, tra cori e applausi che si è concluso donando fiori ai poliziotti presenti per presidiare la zona.«Siamo preoccupati per i nostri familiari, ma siamo felici», ha raccontato Kowsar, studentessa iraniana della facoltà di Economia e commercio all’Università Parthenope. «La guerra è spaventosa, ma la dittatura fa più paura», ha aggiunto. 

Durante la manifestazione i partecipanti hanno ringraziato più volte «Bibi e Trump», riferendosi al premier israeliano Benjamin Netanyahu e al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. In loro vedono «aiuto per riavere speranza».Tra i presenti anche Iraj, 54 anni, in Italia da trent’anni dopo essere fuggito dal regime della Repubblica islamica. «Questo governo aiuta il terrorismo, la corruzione e la criminalità e il popolo iraniano non lo vuole», ha spiegato. «In Iran si vive sotto pressione e sotto tortura: per noi questo intervento rappresenta una speranza».

Vai a tutte le notizie di Napoli

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Partecipa alla discussione


© Corriere del Mezzogiorno