Lungomare di Napoli, per i lavori bisognerà attendere un'altra estate |
Ma per il pontile Saint Tropez sembra tutto al palo
(ph Fabrizio Geremicca)
Cinque anni e due mesi dopo la mareggiata che la danneggiò – era dicembre del 2020 - la banchina marittima posta ai pedi della Colonna Spezzata, in piazza Vittoria, sul lungomare di Napoli, non è stata ancora recuperata alla pubblica fruizione. Da allora l’accesso è interdetto da transenne che in estate, quando ogni varco verso il mare diventa prezioso, sono regolarmente aggirate da chi vuol conquistarsi il suo posto al sole.
Gallery: Sul lungomare di Napoli il Pontile Saint Tropez può aspettare
La buona notizia è che dopo una interminabile serie di ritardi, rimandi e delusioni - comprese la rinuncia della prima impresa che anni fa si era aggiudicata la gara e la rimodulazione del progetto - i lavori dovrebbero ormai essere in procinto di cominciare. Oggi si è svolto un incontro tra i tecnici dell’Autorità Portuale, i responsabili della Soprintendenza e del costituendo raggruppamento temporaneo tra Brancaccio Costruzioni, Icop spa ed Icomes srl, durante il quale si è fatto il punto sul progetto. Si attende ora il via libera da parte della Soprintendenza.
L’importo previsto per «il ripristino del paramento murario e per la messa in sicurezza della banchina marittima» è di 608.766 euro, dei quali 429.349 per i lavori ed il resto per oneri della sicurezza ed altre voci di spesa. Per completare l’intervento occorreranno circa 4 mesi dall’avvio del cantiere e dunque è probabile che anche l’estate 2026 trascorrerà con la banchina interdetta – almeno teoricamente – ai napoletani in cerca di mare.
Come, del resto la spiaggia di Riva Fiorita, sulla costa di Posillipo, dove il camminamento pubblico necessario a raggiungere l’arenile è anch’esso chiuso al pubblico ormai da diversi anni – fu danneggiato pure quello da una mareggiata – e non è stato ancora rimesso in sesto. Non è un problema da poco perché0 la strada parallela al camminamento che attraversa un condominio è preclusa da un cancello sistemato lì dai residenti.
Torniamo, però, al lungomare partenopeo. In prossimità del molo di attracco degli aliscafi attende da molti anni di essere ripristinato anche il pontile Saint Tropez, ormai poco più che un rudere.
La struttura fu aggiudicata in concessione a maggio 2021 dall’Autorità Portuale alla società Lady Hawke, che bruciò concorrenti molti agguerriti, tra i quali gli armatori Lauro ed Aponte. Si impegnava a versare un canone e ad effettuare i lavori di ripristino del pontile, che avrebbe poi potuto utilizzare od affittare come imbarcadero per le gite nel golfo. Tra vertenze legali ed attese di permessi, tuttavia, i lavori non sono mai partiti e quel telone con la scritta “Next Opening”, che è lì da anni, suona come una beffa. Come nel caso della banchina alla Colonna Spezzata, peraltro, parrebbe che qualcosa ora si stia muovendo e, secondo fonti dell’Autorità Portuale, sarebbeo iniziati i sopralluoghi a terra necessari a programmare i lavori di riristino del pontile. E’ improbabile che sarà praticabile nella prossima estate. In previsione della quale, peraltro, sarebbe utile che l’Autorità Portuale od il Comune od entrambi effettuassero una pulizia straordinaria del canalone tra le scogliere e la murata del lungomare.
La plastica accumulatasi per le mareggiate e l’idiozia di chi lascia i rifiuti dove gli capita hanno trasformato alcuni tratti in una discarica. Urge anche una pulizia straordinaria degli scogli in prossimità di Mappatella Beach. Vero è che lì sopra i bagnanti non potrebbero sostare, ma è vero anche che sono centinaia le persone che tra giugno e settembre si stendono al sole su quei massi, dove la ventilazione è superiore rispetto alla spiaggia e dove l’affollamento è minore. In mezzo ai massi adibiti a solarium permangono da anni cocci di vetro e plastiche di varia natura, polistirolo ed altri rifiuti.
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