Appello contro pena di morte per i palestinesi, a Napoli giornata con parlamentari e giuristi

L'appello chiede di mobilitarsi «per fare pressione sul governo italiano e sull’Unione Europea per contrastare la legge israeliana e proteggere la vita dei prigionieri palestinesi»

Il ministro israeliano alla Sicurezza Itamar Ben-Gvir con la nota spilla a guisa di cappio

Napoli si unisce alla mobilitazione internazionale contro la legge che è stata votata nei giorni scorsi dalla Knesset, il Parlamento israeliano, la quale introduce la pena di morte in Israele per atti di terrorismo compiuti da Palestinesi. Essa è stata approvata in ultima lettura con 62 voti a favore e 47 contrari ed anche il premier Benjamin Netanyahu, ha votato a favore. 

Prevede che sia possibile la pena capitale nei confronti di chi «causa intenzionalmente la morte di una persona nell’ambito di un atto di terrorismo, con l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele». Il testo finale stabilisce che il tribunale abbia la facoltà di convertire la pena in ergastolo, nonché di imporre la pena capitale anche se non richiesta dall’accusa e senza che sia necessaria unanimità tra i giudici. 

Il 29 marzo i Ministri degli Esteri della Germania, della Francia, del Regno Unito e dell’Italia avevano lanciato un appello contro l’introduzione di tale normativa nello Stato ebraico. Secondo i ministri dei quattro Paesi europei, l’adozione di questa legge rischia «di minare gli impegni di Israele in materia di principi democratici», in quanto «la pena di morte è una forma di punizione disumana e degradante, priva di qualsiasi effetto deterrente ed il rifiuto della pena di morte è un valore fondamentale che ci unisce». 

In questo scenario domani 2 aprile a Napoli la Rete Napoli per la Palestina, il Centro culturale Handala Ali, Humanity in Focus presenteranno alle 11.30 in piazza Plebiscito l’appello a mobilitarsi ed a schierarsi contro la nuova legge, che definiscono «il punto più buio della violenza etno – coloniale». Secondo i promotori della iniziativa tale legge «equivale alla legalizzazione del genocidio che Israele sta già conducendo in Palestina con lo strumento della guerra e della pulizia etnica». 

Ad oggi, quantificano gli attivisti per la Palestina di Napoli, «sono 9.446 i detenuti palestinesi nelle carceri sioniste, di cui 3.442 in detenzione amministrativa e 350 minori». Sono stai invitati alla conferenza stampa gli avvocati Luca Saltalamacchia, Domenico Ciruzzi, e Nicola Nardella, che è anche il presidente della X Municipalità. Invitati anche l’ex sindaco e magistrato Luigi de Magistris la parlamentare dei Cinque Selle Carmela Auriemma e Giuliano Granato, il portavoce di Potere al Popolo, che a novembre si era candidato anche alla presidenza della giunta regionale della Campania. 

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1 aprile 2026 ( modifica il 1 aprile 2026 | 20:58)

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