L’istinto violento e sadico che sta alzando la cresta

«Noi qui siamo i re», avrebbe urlato la gang dei Latin Kings durante l’aggressione e l’accoltellamento del ventiduenne Gianluca Ibarra Silvera, ucciso poche sere fa alla stazione di Milano. Un omicidio brutale, gratuito, o meglio (anzi, peggio) finalizzato – come dall’urlo di battaglia di cui sopra, – ad affermare la presa di possesso e il controllo di un territorio: paradossalmente, un atto di rivendicazione di proprietà privata, carico di tutta la volgarità di chi si arroga il potere di occupare e pretendere, preferire e discriminare, accogliere e respingere. 

Riflettere sui motivi di atti di violenza così efferati e ignobili (accanirsi in branco su una vittima che non ha possibilità di difesa è una prova di viltà da valutare come aggravante........

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