Sequestrarono un corriere

In manette la banda che nel settembre 2024 mise a segno il colpo dopo aver tenuto in ostaggio l'autista di un furgone. La videosorveglianza immortalò tutte le fasi della rapina

Un frangente del sequestro del corriere, trasportato in una seconda auto

Sequestrarono un corriere che doveva consegnare 2,5 milioni di euro tra iPhone, Apple Watch e altri prodotti elettronici per poi rapinarlo: quattro persone sono state arrestate, per una quinta potrebbe scattare una misura cautelare per l'accusa di ricettazione. Gli autori dell'episodio si finsero militari della guardia di finanza e, all'altezza del casello di Castellammare di Stabia, fermarono il furgone di un corriere con tanto di paletta e, sotto la minaccia di una pistola, si impossessarono del mezzo e del carico: 1.733 Apple iPhone 16 di vari modelli, 455 tra cuffie e auricolari Apple Pods e 145 Apple Watch, prodotti diretti ad un magazzino di elettronica stabiese. 

Castellammare, le immagini del sequestro del corriere di iPhone

Il colpo fu messo a segno il 18 settembre 2024, ma già nei giorni successivi parte della refurtiva fu recuperata in un deposito del Napoletano. Stamattina, i carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, con l'ausilio dei militari delle Compagnie di Casoria e Napoli Stella, hanno eseguito un'ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura oplontina, nei confronti di quattro pregiudicati gravemente indiziati dei delitti di rapina aggravata, sequestro di persona, ricettazione e detenzione e porto illegali di arma da sparo. 

In carcere sono finiti Alfredo e Antonio Migliaccio, Michele Murolo e Romeo Romano, tutti pregiudicati tra i 59 e 75 anni, residenti tra Casoria e Napoli. Nel corso dell'operazione, i carabinieri hanno eseguito anche due decreti di perquisizione nei confronti di altri due soggetti, il primo indagato a piede libero per gli stessi reati ed il secondo sospettato di essere il ricettatore del gruppo criminale a cui è stato notificato l'invito a rendere l'interrogatorio preventivo emesso dal Gip prima di pronunciarsi sulla richiesta di misura cautelare avanzata nei suoi confronti dalla Procura. 

Secondo la ricostruzione, il corriere fu costretto a salire a bordo di un'altra auto e, sotto la minaccia della pistola, a stendersi sui sedili posteriori dai banditi che avevano il volto travisato da mascherine chirurgiche, occhiali da sole e cappelli. In quell'auto rimase circa mezz'ora, mentre i rapinatori – in azione a bordo di tre auto differenti – riuscirono ad impossessarsi del furgone con la merce. Nel corso delle indagini, infatti, è emersa una fitta rete che collegava rapinatori e ricettatori, tant'è che parte del bottino era già stato piazzato, fruttando circa 600mila euro di incassi alla banda, che nel frattempo avrebbe proseguito la sua attività, mettendo a segno altri colpi in tutta Italia. Nel corso delle perquisizioni a poche ore dalla rapina, i carabinieri sequestrarono 140mila euro in contanti, 11 chilogrammi di cocaina, tre pistole e numerosi proiettili. Inoltre, le indagini – si legge in una nota a firma del procuratore Nunzio Fragliasso – hanno consentito non solo di individuare il presunto ricettatore dei dispositivi. 

Dalla ricostruzione, è emerso che i componenti della banda avevano effettuato diversi sopralluoghi nella settimana antecedente alla rapina ed erano riusciti a fermare il vettore spacciandosi per appartenenti alle forze dell'ordine, mostrandogli una paletta simile a quella in dotazione ai carabinieri ed una pistola. I quattro principali indagati sono finiti in carcere, mentre per una quinta persona l'arresto è vincolato all'interrogatorio preventivo per il reato di ricettazione.  

Vai a tutte le notizie di Napoli

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania

10 marzo 2026 ( modifica il 10 marzo 2026 | 11:17)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Partecipa alla discussione


© Corriere del Mezzogiorno