Funivia del Faito, un anno fa il crollo della cabina. Fragliasso: «Errore o incuria umana: era una tragedia evitabile»

Il capo della procura di Torre Annunziata fa il punto sulle indagini. Per i reati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo sono indagate 25 persone e l'Eav

«Alla base del disastro c'è sicuramente un errore o un'incuria umana: per la manutenzione, per la gestione del tempo o per il mancato controllo. Escludo che la cabina possa essere caduta per l'intervento degli agenti atmosferici. Era una tragedia assolutamente evitabile». Ad un anno dalla tragedia della funivia del monte Faito, che ha causato la morte di quattro persone e il ferimento in maniera grave di una quinta persona, il procuratore Nunzio Fragliasso ha fatto il punto della situazione sulle indagini.

È in corso l'incidente probatorio per l'accertamento della dinamica e delle eventuali responsabilità per il disastro avvenuto il giovedì Santo 2025, il 17 aprile dello scorso anno. «A specifica domanda del gip, all'ultima udienza i periti si sono impegnati a depositare la perizia prima della pausa estiva. Il deposito della perizia ci consentirà di ridurre i tempi del processo» ha precisato il capo della Procura di Torre Annunziata. Sono 26 i soggetti indagati (25 persone e l'Eav), iscritti per i reati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. 

Fragliasso ha ripercorso tutti i numeri della complessa inchiesta. Ai 26 indagati si aggiungono 24 persone offese con 29 avvocati in totale, 23 consulenti tecnici delle parti private, 2 della Procura e altri 2 del tribunale. Nel corso dei dodici mesi di indagini, ci sono stati 158 accessi effettuati da parte dei vigili del fuoco con l'impiego di 1370 uomini, 100 sopralluoghi della Polizia di Stato, 80 da parte dei tecnici della Polizia Scientifica per 150 giorni di lavoro effettivi e 600 agenti impiegati per recuperare 44 reperti sparsi su un'area 6 chilometri. Inoltre, sono stati necessari 3 mesi effettivi di lavoro per il recupero della cabina, del carrello e del traliccio di collegamento, con una bonifica da agosto al 18 dicembre. 

Cosa può insegnare questa vicenda? «Potrebbe insegnare molto. Dal punto di vista della prevenzione - ha risposto il capo della Procura di Torre Annunziata - i controlli dovrebbero essere effettivi, periodici e fatti con oculatezza». Alla conferenza stampa hanno preso parte anche il dirigente della Squadra Mobile di Napoli, Mario Grassia, della Polizia Scientifica Concetta Esposito e del commissariato di Castellammare di Stabia Vincenzo Centoletti, e ancora il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Giuseppe Paduano e il vicario Armando De Rosa.

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