Referendum giustizia, magistrati e artisti al Diana: «Un No per difendere la Costituzione» |
Folla nel teatro del Vomero, molte persone restano fuori. Il procuratore Gratteri: «Contrasterò questa riforma fino a quando sarò vivo». Manfredi: «Napoli è antifascista»
Il teatro Diana, nel cuore del Vomero è colmo. Dentro non c’è più spazio. Fuori un centinaio di persone non è riuscita ad entrare e si addossa alle porte chiuse. «La staffetta per la Costituzione: è giusto dire No», organizzata dal Comitato Avvocati per il No, a livello di folla, è un successo. Sul palco, a dirigere la manifestazione per il No al referendum costituzionale, c’è Carmen Lasorella. La giornalista in apertura ricorda come «questa riforma ci riguardi tutti, per questo è importante confrontarsi e stasera - dice - lo faremo con tante voci».
Mentre fuori gli esclusi continuano a spingere, dentro l’attore Valerio Renzi legge le parole di Calamandrei. «Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione - declama - andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra Costituzione».Se Renzi cita Calamandrei, il professor Tommaso Montanari richiama Tina Anselmi e polemizza con Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia, Carlo Nordio. «Le persone perbene - afferma il rettore - quando pensano ai plotoni di esecuzioni immaginano le mafie, non certo la magistratura».
Sul palco si affiancano la Gip di Napoli, Leda Rossetti, Isaia Sales e il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli, Aldo Policastro. È lui a spiegare che «è il momento di difendere lo Stato di diritto, altrimenti resta solo il diritto della forza. Con questa riforma si indebolisce il potere giudiziario a favore del potere esecutivo». Della stessa idea è il procuratore della Repubblica a Perugia, Raffaele Cantone. «Questa riforma - sottolinea - indebolisce l'autonomia dei magistrati e rischia di creare una magistratura conformista. Votare No è giusto per ragioni di merito e non di schieramento».
A difendere il ruolo della magistratura è Isaia Sales. «Noi abbiamo la migliore magistratura al mondo - spiega - e rappresentarla come un problema è una cosa ignominiosa che una certa politica sta facendo». Quando sale sul palco il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, si capisce dall’applauso che la folla attendeva il magistrato diventato il vero volto mediatico del No. «Tra poco vado in pensione - dice Gratteri -, potrei starmene tranquillo e invece contrasterò questa riforma fino a quando sarò vivo. Non mi fermano facendomi spaventare, vivo sotto scorta dall’89, hanno minacciato di uccidere me e i miei figli, figurarsi se mi preoccupa un emendamento di Forza Italia». Il palco del Diana diventa l’occasione per il procuratore di rispondere alla polemiche. «C’è una narrazione - afferma - che definisce il mio lavoro come flop. A Catanzaro, quando sono arrivato si diceva che la mafia non esisteva, poi abbiamo fatto emergere una loggia massonica deviata con dentro magistrati, politici, poliziotti e mafiosi. Gratteri, dunque, ha rotto il giocattolo del potere, questo non va bene. Sul mio lavoro - aggiunge - basta guardare i dati: a Napoli la conferma di condanna è al 63%, la media nazionale è al 22%: questi sono i flop di Gratteri».
Sul merito della riforma il procuratore parla dalla paura delle nuove leve. «Incontro gli allievi della scuola di magistratura e hanno paura, questa riforma incide a livello psicologico e me lo hanno confessato». A chiusura sale sul palco il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. «Qui - assicura - il No prevarrà in maniera larga, perché Napoli è una città profondamente antifascista e questa riforma, su cui la destra mistifica, non è della giustizia, ma tecnica e non risolve i problemi degli italiani, ma indebolisce i diritti di tutti». Intanto fuori, per i tanti che non sono riusciti ad entrare, il procuratore Policastro ma anche Jacopo Fo e Tommaso Montanari improvvisano un comizio di strada. Salendo su una sedia, davanti all’ingresso del teatro, Policastro dice: «Chi vuole spazzare via la magistratura vota si» tra gli applausi di una folla ingrossata da passanti incuriositi.
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