Guerra in Iran, in Campania rincari record del carburante. Aliscafi, c'è il rischio che il prezzo dei biglietti raddoppi |
L’ad di Snav: «Rivedere le tariffe». Mercoledì un vertice in Regione. Il presidente dell'Autorità portuale: «Così si può resistere fino a maggio»
«Gli effetti della guerra in Iran sono devastanti. Il prezzo del carburante è aumentato del 58% e questo mette a rischio il servizio». Giuseppe Langella, amministratore delegato della Snav, una delle aziende leader del trasporto pubblico marittimo campano, è chiaro nel descrivere l’impatto che la crisi internazionale sta avendo sul tessuto economico locale. «Abbiamo chiesto — aggiunge — l’intervento della Regione Campania e la settimana prossima l’Acap, l’associazione campana degli armatori, sarà ricevuta dal vicepresidente Mario Casillo per discutere un aumento delle tariffe dei collegamenti marittimi». La guerra è tutt’altro che lontana, soprattutto per l’economia.
I prezzi dei carburanti alla pompa in Campania continuano a crescere e, nonostante il costo del petrolio a livello globale si sia ridotto del 16%, i distributori campani fanno registrare gli aumenti più alti in Italia. Intrecciando i dati pubblicati quotidianamente dal ministero delle Imprese e del Made in Italy si può osservare una dinamica di crescita costante dei prezzi dei carburanti, in particolare del gasolio. In Campania il 2 aprile scorso per 50 litri di diesel erogati ad una pompa self service si spendeva 103 euro. Al 4 aprile il prezzo della stessa quantità di carburante è salito a 106 euro e ieri si sono superati i 109 euro. In una settimana l’aumento netto è stato di 6 euro, con un rincaro raddoppiato in soli cinque gironi. È un record che fa della Campania la regione con l’aumento del costo dei carburanti più alto d’Italia.
L'impatto sulle merci
È la logistica il settore che per primo avverte gli effetti della crisi del mercato petrolifero e li ribalta in maniera immediata su imprese e consumatori. In Campania questo comparto ha il suo nodo principale nei porti, dove si intrecciano le varie modalità del trasporto di persone e merci. «È tutta una questione di tempo — spiega Eliseo Cuccaro, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno —. Se questa situazione di stress dovesse protrarsi oltre aprile provocherebbe ripercussioni serie su tutto il sistema economico». C’è un timer che scorre e ogni minuto che passa, senza una soluzione del complesso groviglio internazionale, indebolisce un settore logistico che vive di interconnessioni. Non è un caso che raggiungiamo Cuccaro proprio mentre è in riunione con l’associazione degli autotrasportatori, i quali lamentano il rincaro del gasolio. «Questa categoria — sottolinea il presidente — ha grosse difficoltà e il perdurare di una dinamica di aumenti dei costi di rifornimento rischia di mettere in crisi l’intera filiera. Tutti i sistemi — precisa — hanno una capacità di resilienza che ha una tempistica di resistenza per riassorbire le crisi. Ascoltando gli operatori posso dire che noi non reggiamo se questa situazione dovesse superare il mese di aprile». D’altronde, se i prezzi dovessero continuare a salire, si rischia non solo uno stop delle filiere della logistica, ma la recessione. I costi più alti che le aziende devono sopportare nella produzione si scaricano automaticamente sui consumatori, di conseguenza diminuisce la propensione al consumo e la domanda si contrae.
Si attiva così un circolo vizioso che arriva ad incidere fin nei mercati rionali, dove «si registra già un livellamento dei prezzi verso l’alto — sottolinea Vincenza Di Giacomo dell’Adoc Napoli e Campania —. Anche ristoranti, alimentari e realtà agricole già vivono gravi problemi per l’aumento dei costi energetici, per non parlare di ciò che accadrà quest’estate con le navi da crociera o quando i balneari avranno difficoltà anche ad aprire gli stabilimenti. Servirebbero — conclude — misure strutturali e non le solite soluzioni tampone».
Il trasporto via mare
In questo quadro il trasporto marittimo campano diventa un caso perfetto per capire le dimensioni della crisi. «Se persistono questi rincari terrificanti — conferma l’ad della Snav — non copriamo più neanche i costi. In più non scarseggia solo il carburante ma anche altre forniture come l’olio e se non possiamo aumentare i prezzi dei biglietti, perché le tariffe sono decise in accordo con la Regione, le nostre aziende non reggono più e il servizio, che ora, nonostante tutto, stiamo garantendo, rischia di saltare. È necessario un’adeguamento tariffario immediato di cui discuteremo mercoledì in Regione, che potrà essere tolto quando la situazione internazionale si sarà almeno raffreddata». Sull’entità degli aumenti dei biglietti non ci si pronuncia, ma per coprire un rincaro superiore al 50% la possibilità di un raddoppio delle tariffe non è da escludere.
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11 aprile 2026 ( modifica il 11 aprile 2026 | 07:58)
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