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Morta Gabriella de L'Ero, addio alla signora di «Satriano Cinque»

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30.03.2026

A 63 anni scompare la fondatrice di un brand creato, dopo aver lasciato la carriera accademica, recuperando le tradizioni artigianali di famiglia

Addio a Gabriella Cipollaro de L'Ero. Scompare a 63 anni - dopo aver combattuto con compostezza e coraggio contro un male che che non le ha lasciato scampo - la fondatrice di Satriano Cinque.  Un atelier attraverso il quale ha contribuito a scrivere pagine di stile ed eleganza sul fronte della moda in città. Gabriella aveva lanciato il cuore oltre l'ostacolo quando circa trent'anni fa aveva scelto di lasciarsi alle spalle la carriera accademica, rilevando una attività di famiglia nel settore dell'artigianato. Aveva sguardo lucido, passione, competenza. Doti che avevano già accompagnato i suoi anni alla Federico II, dove era rimasta  dopo la laurea con lode in Biologia e la specializzazione in Microbiologia: il dottorato di ricerca, l'insegnamento, le pubblicazioni. Poi la scelta di creare qualcosa di proprio, oltre gli orizzonti fumosi che l'Ateneo continuava a metterle davanti.

Il suo inizio nel mondo della moda fu legato alle camicie e a un salotto atelier in via Calabritto, dove de L'Ero serviva i più eleganti fra gli uomini napoletani, conquistati dal garbo, dalla competenza e dal piacere di muoversi in uno spazio ben diverso dalle classiche botteghe dei camiciai  nei vicoli del centro storico e dei Quartieri. Una sartoria dove la scelta di ogni bottone, di ciascuna rifinitura, di tessuti e profilo di cifre e asole era filtrata dall'infallibile gusto della padrona di casa, che presto aprì anche alle donne conquistate dall'idea di indossare camicie dal taglio maschile, con accorgimenti perfetti per valorizzare i fisici femminili.  

Il salto in avanti verso la moda donna, senza mai lasciarsi alle spalle il rigore della camicia, fu inevitabile e nacque così l'atelier Satriano Cinque. Al  fianco di Gabriella de L'ero, in molte sfide, anche Maurizio Marinella che ne ricorda «la grande eleganza e lo stile, il valore umano e professionale e le battaglie lavorative vinte». Perché lei conosceva il valore del lavoro di squadra e sapeva valorizzare il ruolo di tutti.

La signora di Satriano Cinque è stata sostenitrice di una moda femminile, versatile, colorata e invariabilmente votata ad una idea di eleganza oltre le tendenze del momento, in grado di valorizzare chiunque senza eccessi o provocazioni. Fedele ai valori dell'artigianato e ad una idea di stile rigoroso, ma non severo, perfetto per raccontare le donne attraverso gli abiti ma senza nasconderle. Un esercizio intessuto di garbo e talento, come quello che Gabriella profondeva nella sua altra grande passione, la cucina, e che per anni aveva dispiegato mettendosi alla prova con la ceramica, un hobby di cui conservava prove in alcuni pezzi esposti nel suo atelier. Affrontava ciascun impegno con leggerezza, con un sorriso che le illuminava gli occhi e un impalpabile velo di ironia che si percepiva appena in fondo alla sua voce sottile e pacata. 

Nel 2005 il Corriere Economia pubblicò un suo profilo, una intera pagina dedicata alla sua sfida professionale, ai suoi successi, ai fatturati che crescevano e che ne facevano un riferimento dell'imprenditoria in città. Un racconto dove lei svelava anche un po' di se stessa, della sua passione per il cinema francese, per la lettura e rivelava: «Non ho figli,-ma averne è il desiderio personale più forte che abbia». Dopo un po' sarebbe arrivata Ludovica e il mondo a colori di Gabriella diventò ancora più brillante.

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30 marzo 2026 ( modifica il 30 marzo 2026 | 16:49)

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